Descrizione geografica:
Le Grotte di Sant’Angelo costituiscono il più esteso sistema carsico calabrese: un intreccio di gallerie e sale che, partendo da quota 435 m s.l.m., si sviluppa su 3,65 km con un dislivello complessivo di circa 100 m. Il complesso, incastonato sotto il Monte S. Marco e a pochi passi dal centro di Cassano allo Ionio, comprende tre cavità principali — Grotta Inferiore (1.325 m), Grotta Superiore (1.005 m) e Grotta Sopra (233 m) — disposte a quote differenti come veri “piani” di un edificio sotterraneo. Ricche di concrezioni calcaree e gessose, queste cavità non offrono solo spettacolari paesaggi ipogei, ma custodiscono anche testimonianze umane che risalgono al Neolitico, rendendo le grotte un sito di prim’ordine sia per la speleologia sia per l’archeologia e la paleonatura dell’area sibarita.
Datazione:
Datazione delle fasi insediative:
– Neolitico medio metà del IV millennio a.C
– età eneolitica prima metà del III millennio a.C.
– prima età del Bronzo tra la fine del III inizi del II millennio a.C.
– media età del Bronzo sec. XIII a.C.
– frequentazione occasionale di età greca e romana
– necropoli di età altomedioevale (sec. IX-XI)
– cava di minerali e di gesso XIX sec.
Dati storici:
Il sistema è suddiviso in tre cavità principali:
• Grotta Inferiore: 1.325 m
• Grotta Superiore: 1.005 m
• Grotta Sopra: 233 m
La Grotta Inferiore di Sant’Angelo fa parte del sistema carsico denominato “Rocca di S. Marco” che si eleva alle spalle dell’abitato di Cassano allo Jonio, in provincia di Cosenza. È una delle tre grotte, accessibili da singoli ingressi aperti a poca distanza l’uno dall’altro, e che sembrano confluire in un’unica galleria, a cui si perviene dopo aver superato uno strapiombo di dieci metri. L’insieme delle tre grotte viene localmente chiamato “Grotte di Sant’Angelo” e, per comodità di descrizione dei reperti, le si sono distinte in Grotta di Sant’Angelo I, II e III.
La vita nella Grotta ha inizio nel Neolitico medio (Strato IV), nella seconda metà del IV millennio a.C. Siamo di fronte uno strato formato da un ammasso di cenere e carbone, misti a manufatti ceramici e litici. La presenza dell’uomo nella grotta, in questo periodo, deve essere stata così intensa e ininterrotta che l’accumulo deve essersi formato più per fattori umani che naturali. I materiali antropozoici raccolti appartengono al Neolitico medio e precisamente a due fasi iniziali di esso, quella a “ceramica dipinta bicromica” (Neolitico IIa) e quella “dipinta tricromica” (Neolitico IIb). Sporadici elementi dello Stile di Serra d’Alto (Neolitico IIc) e dello Stile di Diana (Neolitico III o finale) sono stati trovati fuori stratigrafia, addossati alle pareti della grotta.
La Grotta torna ad essere frequentata con una certa assiduità durante l’Eneolitico iniziale (Strato III), nella prima metà del III millennio a.C. Questo terzo strato è caratterizzato da terreno asciutto, di colore grigio scuro, quasi privo di pietre tranne la presenza di una massicciata nel Saggio C; presenti in esso, a varie profondità, ampi focolari e granuli di carbone. In tutto lo strato si raccolgono frammenti ceramici associati a ceramiche dello Stile di Piano Conte e di Lagozza, con caratteristiche che richiamano la Cultura di Rinaldone del centro della penisola.
La vita continua, con diminuita frequenza, nella Grotta durante la fine dell’Eneolitico e la prima Età del Bronzo (Strato II), tra la fine del III inizi del II millennio a.C. Il secondo strato è costituito da un terreno compatto di colore grigio scuro, misto a molte pietre, privo di fuochi tranne alla sommità che è invece interessata, nell’area del Saggio C, da uno strato sottile di terreno argilloso, scurito dall’azione intensa del fuoco.
Dopo un periodo di abbandono, durato pochi secoli, intorno al XII secolo a.C. (media Età del Bronzo) quando ha inizio la fase Subappenninica, la Grotta ritorna ad essere frequentata (Strato I), ma sempre con minore assiduità.
In epoca storica solo rarissime visite in età Greco-Romana e Medioevale, sono documentate rispettivamente da scarsi frammenti ritrovati alla superficie del deposito e dalla presenza di una sepoltura orientata E-O di tipo antropomorfo, scavata nel banco roccioso nei pressi dell’ingresso della Grotta Superiore.
Superficialmente lo strato è costituito da varie pietre adagiate sul deposito terroso e inglobate nella crosta stalagmitica (Saggio B).
PERCORSI DI VISITA
Un servizio di accompagnamento curato dal Centro Regionale di Speleologia “Enzo dei Medici” permette di visitare la cavità in sicurezza acquisendo puntuali informazioni sul sito e sulle sue peculiarità. Le grotte sono visitabili lungo due distinti percorsi:
1. Il percorso turistico, servito da comode passerelle metalliche e da illuminazione fissa, si snoda per 250 metri attraverso una serie di condotte naturali spaziose e di pregevole aspetto estetico per la presenza di abbondanti formazioni stalatto-stalagmitiche. Su tale percorso il cammino è estremamente agevole.
2. Il percorso speleo è privo di passerelle e l’illuminazione degli ambienti avviene grazie ai caschi da speleologia con lampade a led forniti dalle Guide. Sebbene il suolo sia irregolare, la progressione non è difficile. La visita permette di penetrare in una condotta ricca di depositi di bianchissimo gesso, oggetto di attività estrattive negli ultimi due secoli da oggi.
Monumenti e Musei da visitare
- Centro storico: chiese e monumenti.
- Parco archeologico di Sibari
- Museo Diocesano di Cassano Ionio
Ente Gestore:
Centro Regionale di Speleologia “Enzo dei Medici” in collaborazione con Comune di Cassano all’Ionio.
Contatti:
Mail: grottedisantangelo@gmail.com crsenzodeimedici@gmail.com
Tel.: 328 808 4284 / 333 342 9008
Informazioni Utili
Il sabato e la domenica le visite sono organizzate alle ore 9,30, 11,30; 15,00 17,00.




