Descrizione geografica:
il sito archeologico dell’insediamento rupestre si trova a circa 571 metri sul livello del mare nei pressi dell’attuale centro storico di Zungri sull’altopiano del Poro nella penisola tropeana. Il sito è ubicato su un pendio orientato a nord-est, nella vallata del torrente Malopera, un affluente del fiume Ruffa, immerso in un contesto collinare di tipo sub-mediterraneo, con prevalenza di rocce arenarie e vegetazione arbustiva. Esso rappresenta un affascinante esempio di insediamento rupestre medievale, scolpito interamente nella roccia locale.
Le grotte risalgono tra il IX e il XII secolo d.C., anche se alcune fonti suggeriscono che possano avere origini ancora più antiche. Esse furono probabilmente create da monaci bizantini o comunità agricole in fuga dalle invasioni o dalla malaria delle coste. Tuttavia, non si esclude una fase di utilizzo precedente tardo-antica (V-VI sec. d.C.) e/o una successiva frequentazione fino al XVII secolo.
L’insediamento si estende su un’area di circa 3.000 m² e comprende circa 80 grotte disposte a vari livelli su un pendio nella valle del torrente Malopera, lungo la parete della collina, di varie forme e dimensioni. Le grotte sono scavate nella roccia e spesso dotate di particolari architettonici come nicchie, sedili in pietra, canalizzazioni per l’acqua, e fori per fissare porte o travi di legno.
Le ricerche archeologiche, sebbene ancora incomplete, hanno evidenziato ceramiche grezze, frammenti di intonaco, strumenti da lavoro e resti animali, suggerendo un uso continuo per secoli. L’assenza di fortificazioni e di strutture difensive potrebbe indicare una funzione principalmente agricola e monastica, piuttosto che strategica e militare. Pare probabile infatti che l’insediamento sia da attribuire a monaci bizantini o a comunità contadine influenzate dal monachesimo orientale, che cercavano luoghi isolati per la vita ascetica e agricola, lontano dalle zone costiere minacciate da incursioni saracene.
Il modello abitativo rupestre riflette un’organizzazione comunitaria autosufficiente, fondata su un’economia di sussistenza tramite agricoltura, allevamento e raccolta delle acque piovane.
Il sito è immerso in un paesaggio naturale suggestivo, con terrazzamenti, sentieri e vegetazione tipica dell’entroterra calabrese. Le Grotte di Zungri sono una testimonianza importante della vita comunitaria medievale in Calabria, e riflettono il legame tra uomo e natura, nonché la capacità di adattarsi a un ambiente ostile ricavando spazi vitali direttamente nella roccia.
L’insediamento rupestre segue un criterio funzionale e topografico, con camminamenti, gradinate, e terrazzamenti scavati nella roccia che collegano i diversi ambienti. Le tipologie principali delle grotte riguardano le seguenti funzioni:
• Abitative con ambienti, monolocali o bilocali, spesso dotati di sedili scolpiti, nicchie per oggetti, fori per infissi lignei e canalette di scolo.
• Produttive e agricole attraverso grotte adibite a magazzini, stalle o ambienti per la trasformazione di alimenti come la conservazione di olio, vino o di mulini per il grano.
• Religiose di cui vi è traccia di almeno una grotta a funzione cultuale, forse una piccola cappella, riconoscibile per la presenza di absidi o nicchie a forma di conca.
• Comunitarie: con ambienti più ampi, probabilmente usati per attività collettive, come la riunione o la lavorazione artigianale.
Il sito è oggi oggetto di tutela e valorizzazione da parte delle istituzioni locali tramite anche un Museo della Civiltà Rupestre e Contadina, che raccoglie testimonianze materiali del vissuto quotidiano della popolazione zungrese. Tuttavia, la conservazione delle grotte è complessa, a causa dei fenomeni di degrado naturale (erosione, umidità) e della pressione antropica.
Monumenti e Musei da visitare
• Museo della Civiltà Rupestre e Contadina
• Santuario della Madonna della Neve
Ente Gestore:
Comune di Zungri (VV)
Indirizzo:
Via Indipendenza, 89867 Zungri (VV)
Contatti:
Mail:info@grottezungri.it
Tel.: +39 377 4419886




