Descrizione geografica:
Il castello è posto nei pressi dell’omonimo promontorio, lungo la via costiera che unisce Taranto a Reggio Calabria. Esso si erge dall’alto di una scogliera tra gli scogli dell’Incudine a sud e della Tina a nord.
Datazione:
– Insediamento castellare di epoca normanna (XII)
– Palatium residenziale di età sveva (XIII)
– Castello di età angiona (XIV)
– castello di età aragonese (XV)
– castello di età viceregnale (XVI)
– postazione militare di età post-medievale (XVIII-XX)
Dati storici:
Il territorio di Roseto, presenta una frequentazione a partire dall’età preistorica e poi in età greca e romana con resti di insediamenti agricoli ed artigianali posti lungo la via costiera ionica. In età normanna è attestato già un primo insediamento fortificato nei pressi dell’attuale castello di cui sono testimonianza i resti di una torre posta nella zona nord-orientale del complesso castellare, di cui si è conservato il settore inferiore che comprende la sala voltata realizzata in pietra squadrata.
Nel 1140 il castellum assume eccezionale rilevanza in seguito alla divisione della regione in due Giustizierati: quello della Valle del Crati e Terra Giordana che comprendeva la parte settentrionale fino alle pendici meridionali della Sila e quello di Calabria che includeva la parte centro-meridionale della regione. Tale linea di confine è spiegabile in quanto la strada collegante i due capitanati passava al di sotto della porta del fortilizio.
Al nucleo iniziale si aggiunsero in età sveva (1220 – 1250) due torri sul lato meridionale. Si tratta di una possente ed elegante torre quadrangolare cui è addossata una contro torre pensile.
La prima notizia che abbiamo relativa al castrum Roseti risale agli anni di governo di Federico II di Svevia (1220-1250) il quale ordina al Secretus di Messina Maiore di Plancatone di restaurare il tetto del castello di Roseto in modo da non far rovinare i dipinti. Un secondo intervento di ristrutturazione risale al periodo di Carlo I d’Angiò che si occupò anche della sua massima cura e conservazione. Angioina è la loggia a mare sopra i ruderi della torre normanna.
Del 1269 è la notizia relativa alla repressione della sommossa delle popolazioni calabresi contro gli Angioini ed alla raccolta delle balestre nel “Castrum Petre Roseti”, perchè sarebbero dovute servire nell’assedio di Lucera.
In un decreto (Arch. di Stato Napoletano, Reg. Ang. 1275) sono citati il castrum Roseti e Petre Roseti con una guarnigione composta, oltre che dal castellano, da uno scudiero e da 12 uomini. Nell’atto Carlo I d’Angiò ordinava l’approvvigionamento dei castelli della periferia del regno con frumento sufficiente per un anno, nonché determinava il numero dei soldati di custodia per il fortilizio e il totale della provvista (36 tomoli di grano e 18 di miglio).
Da uno statuto inerente i lavori di riparazione delle fortificazioni sotto Carlo I d’Angiò, si desumono a proposito del castrum Roseti, chi debba sostenere le spese ed i restauri da effettuare alle tre torri, alla cisterna e ad un edificio detto “pullistrellum”.
L’abitato ed il relativo castello vengono infeudati nel 1491 a Federico Carafa dei signori di Sant’Arpino e Sassola che lo sceglie come residenza.
La crescita più intensa del castello appartiene al XV-XVI secolo in periodo aragonese (1442-1503). A questa fase è attribuibile la torre cilindrica posta ad ovest, sebbene non sappiamo se essa fosse preesistente (angioina), se quindi sia stata modificata nella parte superiore. Ancora a questo periodo è da attribuire il muraglione di recinzione a pianta quadrata con coronamento a merlature, la cinta muraria con portale aggiunto, le scuderie con arcate decorate, il ringrosso della muratura sul lato occidentale e le muraglie di rincalzo verso la spiaggia (opere difensive esterne, ora distrutte).
Con l’avvento dei Vicerè spagnoli (XVI sec.) il castello, forse perché sdemanializzato, e quindi di proprietà privata, non risulta più nell’elenco delle fortificazioni del regno. A questo periodo risale una torre quadrata e massiccia realizzata sulla collina all’esterno del castello e ad esso collegato tramite un muraglione di cui ancora sono visibili le tracce. Essa fu costruita in relazione alle disposizioni emanate nel XVI sec. da Pietro di Toledo, vicerè di Napoli, a nord della rocca.
In seguito il castello appartiene ai Guaragna fino al 1623, quindi ai Renda che nel 1671 lo cedono ai Porta ed ancora ai Calà Lanzina y Ulloa (1720).
Nel 1778 l’abate di Saint-Non cosi lo descrive: “un vecchio castello dove non vi è più per tutta la guardia che un solo uomo, incaricato di riscuotere un pedaggio”; dandoci anche un immagine del maniero in un ipotetico assalto di corsari Turchi.
Nel XVIII secolo il feudo fu acquistato dal barone Gaetano Ferrari di Cosenza che riattivò il castello “tanto nelle fabbriche, che nelle porte e portone”.
Alla fine del XIX secolo fu acquistato dal barone Mazzario il quale realizzò una rampa di scala che unisce tuttora la loggia angioina alla torre federiciana.
Durante l’ultima guerra subì gravi danni ad opera dell’occupazione dell’esercito.
Nel 1987 il castello è stato acquistato da una società immobiliare che con il supporto del MIBAC ha effettuato i lavori di recupero e restauro. Attualmente è sede di una struttura turistica di tipo ristorativo.
Aspetti Architettonici, artistici ed archeologici
Il castello è composto di varie torri affiancate a corpi distinti, disposti su un banco roccioso che si eleva di 20 metri sulla spiaggia antistante.
La parte architettonica consta di una torre quadrangolare di cui il settore inferiore comprende una sala voltata di età normanna, mentre il piano rialzato risulta eseguito in età aragonese. Segue a sud una grande torre merlata di forma quadrangolare cui è addossata una contro torre pensile con raffinate soluzioni di raccordi formali, entrambe relative ad età sveva. Nel settore di nord-ovest figurano una grande torre quadra, munita di una porta archiacuta in pietra e di due grandiose bifore, ed una torretta semicircolare sulla quale si apre una porta a sesto acuto, davanti cui doveva essere il ponte levatoio.
Il prospetto est, caratterizzato dalle splendide bifore della torre sveva, presenta ancora una struttura di forma quadrangolare, relativa alla fase spagnola (sec. XVI).
Una cinta muraria a pianta sub-rettangolare con coronamento a merlature (della cui fase più antica sono evidenti i resti delle sezioni inferiori delle murature), racchiude lo spazio interno della cittadella, all’interno della quale vi è un ampio cortile munito di cisterna, le scuderie con arcate decorate ed alcuni magazzini. L’ingresso si apre in un ampio portale sul lato sud, protetto da un ringrosso della muratura sul lato occidentale e da muraglie di rincalzo, protette da un avamposto di età angioina.
Monumenti e Musei da visitare
• Il Castrum Roseti citato in varie fonti medievali di cui sono ancora visibili nel borgo, tratti di mura, torri e porte di accesso;
• Chiesa dell’Immacolata (sec. XV-XVI);
• Il Museo delle Conchiglie.
• Il Museo Etnografico;
Ente Gestore:
Privato
Contatti:
Mail: info@castellofedericiano.it
Tel.: 0981913479




