Descrizione geografica:
Il castello è posto su uno sperone roccioso alla sommità della collina su cui sorge il borgo antico, nell’alta valle del t. Ferro ai piedi del complesso montuoso di serra Salice.
Datazione:
– frequentazione di età italico-ellenistica (IV-III)
– kastron bizantino (VII-XI)
– insediamento castellare di epoca normanna (XI-XII)
– insediamento castellare di età sveva (XIII)
– insediamento castellare di età angiona (XIV)
– insediamento castellare di età aragonese (XV)
– insediamento castellare feudale Pignone del Carretto (XVI-XIX)
Dati storici:
L’origine di questo insediamento è incerta. La presenza di un kastron fortificato bizantino è possibile ipotizzarla già nel IX secolo. Successivamente, nel 1129, Oriolo ed il suo castello vennero cinti d’assedio dal re Ruggero per ben tre volte. Nel 1221, secondo un documento relativo a dei possedimenti del convento di S. Maria del Sagittario, esso risulta dato in feudo. Con la caduta della dinastia Sveva il castello passò sotto il dominio di Carlo d’Angiò che lo affidò in feudo (1269) a Iosellino della Marra, la cui famiglia lo tenne fino al 1400.
Successivamente fu proprietà di un ramo cadetto dei Ruffo-Sanseverino, che nel 1403, avendo capeggiato la rivolta dei baroni, fu privato del feudo di Oriolo, che venne incamerato dalla Regia Corte e continuò ad essere Demanio Regio sotto Ladislao e Giovanna II.
Dal 1416 al 1440, dopo una rivolta dei cittadini di Oriolo, il castello ritornò ai Sanseverino, prima a Ludovico e poi a Giovanni, conte di Marsico, della baronia del Cilento e Rocca Imperiale, nonché signore di Oriolo. Ma più tardi gli stessi Sanseverino complottarono di nuovo contro il Re, il quale condannandoli confiscò loro tutti i beni, compreso il castello che riottennero dopo essere stati graziati dal Re Ferdinando d’Aragona, detti beni furono assegnati a Barnabò Sanseverino, Conte di Lauria, il quale nel 1485, avendo partecipato di nuovo alla rivolta dei baroni, fu fatto prigioniero e nel 1490, chiuso in un sacco e gettato in mare.
Il feudo fu ancora una volta incamerato nella Regia Corte e nel 1500, dopo essere stato posseduto dal Re di Francia, passò nuovamente ai Sanseverino che, nel 1505, lo diedero in sub-feudo a Giovanni Lopez de Vergara che lo possedette fino al 1527. L’anno dopo il castello fu assediato dai Francesi al comando del generale Lautrec. Malgrado il coraggio dimostrato dai difensori, dopo 25 giorni la fortezza si arrese.
Successivamente con atto ratificato da Filippo II in data 12.04.1528 il castello ed il relativo feudo furono venduti al marchese Marcello Pignone. Nel 1628 un discendente di questi, don Alessandro, lo fece fortificare, lo risanò dai danni subiti nei secoli precedenti e lo rese imponente ed elegante.
La famiglia Pignone lo possedette fino al 1899, fino a quando non lo vendette alla famiglia Soria, proprietaria fino al 1977.
Nel 1978 il castello è stato acquistato dal comune di Oriolo che lo ha anche parzialmente restaurato.
Aspetti Architettonici, artistici ed archeologici
Il castello è costituito da una costruzione a pianta quadrangolare poggiante su un banco roccioso che domina l’antico borgo posto all’interno della cinta difensiva urbica. La struttura presenta un alto torrione quadrato (mastio) (A), cinto lungo il perimetro da torrette cilindriche cordonate (B-C) e bastioni innestati direttamente nei paramenti murari (D-E). Attualmente, in seguito ad eventi franosi verificatisi ad inizio del secolo, risulta privo delle due torri dell’ala est, mentre resti di bastioni con base a scarpa si notano sui lati nord e sud.
Il fortilizio ha un ingresso rialzato sul lato ovest (F) munito di scalinata monumentale (G), mentre in origine l’ingresso prospiciente piazza del Borgo era dotato di un ponte levatoio.
L’andamento planimetrico ha una distribuzione su più livelli, correlati al tipo di fruizione che in passato assolvevano i vari ambienti. Sul percorso principale interno che collega l’ingresso alla corte si affacciano sul lato destro tre locali originariamente adibiti a stalle e dispense, in parte andati distrutti in seguito al sisma; sul lato sinistro si individua un camminamento in parte a galleria ed in parte a loggia (archi murati), seguendo il quale si accede ad un’ampia sala con copertura a botte in laterizi posti a coltello. Nel cortile sono alcuni ingressi al piano nobile che si sviluppa per tutta la pianta dell’edificio. Interessanti sono gli ambienti della torre circolare di sud-ovest per la presenza di affreschi sulla volta di copertura.
Monumenti e Musei da visitare
• Chiesa di San Giorgio, di origine normanna, venne ampliata nel 1700. Al suo interno, a tre navate, è conservata una statua della “Madonna col bambino” risalente al 1581e di guardia all’ingresso, due leoni del 1264.
• Cappella di San Rocco: Sull’altare si ergono un crocifisso e la statua di San Rocco;
• Cappella della Madonna della Virtù: piccola struttura, ubicata nel centro storico;
• Palazzo Santo Stefano: residenza estiva della famiglia Pignone del Carretto (1600);
• Palazzo Toscano: imponente costruzione ubicata nel centro storico,
• Stazione sismica. Fondata dal prof. Toscani nel 1978 che utilizza la strumentazione dell’istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ubicata nel castello.
• Palazzo Giannettasio (sec. XVIII): ospita il Museo della civiltà contadina dal 2008. Il Museo è disposto in quattro sale tematiche con esposizioni di oggetti, manufatti ed attrezzi da lavoro della civiltà contadina e degli antichi mestieri.
Ente Gestore:
Comune di Oriolo (CS)
Contatti:
Mail: info@comune.cs.oriolo.it
Tel. 0981 930871




