Descrizione geografica:
Il santuario è uno dei luoghi più suggestivi della vallata dello Stilaro luogo di incontro tra cielo e terra visitato ogni anno da migliaia di fedeli e turisti per la bellezza del sito e l’alone mistico che caratterizza il luogo di culto ed il paesaggio naturale del Parco delle Serre. Esso sorge sul fianco orientale del Monte Stella (ca. 560 m s.l.m.), che domina la valle sottostante in cui si distendono Pazzano e Stilo.
Datazione:
Età medievale (VII-XII secolo)
Post-medioevo
Dati storici:
Le prime tracce di frequentazione risalgono all’età protostorica, come attestato da elementi ceramici d’impasto. In età bizantina (VII sec. d.C.) dei monaci greci vi fondarono un luogo di preghiera e di eremitismo lontano dai centri abitati della valle, come testimoniato anche da numerose fonti agiografiche e documentarie locali.
Il passaggio al rito cattolico-latino avvenne verosimilmente tra il XV e il XVII secolo, nel quadro del più ampio processo di latinizzazione della Calabria bizantina, promosso dall’autorità ecclesiastica dopo la fine della dominazione greca e l’affermazione del potere normanno prima, e angioino-aragonese poi.
Il culto della Madonna della Stella, celebrato ogni anno il 15 agosto, rappresenta un momento di forte aggregazione comunitaria, con la partecipazione di fedeli provenienti da tutta la Vallata dello Stilaro.
Il pellegrinaggio verso il santuario, che si svolge attraverso un antico sentiero montano, assume caratteri penitenziali e devozionali, configurandosi come una forma di riattualizzazione dei cammini sacri medievali che riprende una leggenda riportata da P. Giovanni Fiore che riferisce del ritrovamento della statua della Madonna a seguito di un naufragio, con i popolani che la portarono nel santuario.
Sotto il profilo antropologico, il culto della Madonna della Stella richiama antichi significati astrali, rielaborati nella figura di Maria come mediatrice celeste e protettrice della comunità rurale.
Aspetti Architettonici, artistici ed archeologici
La grotta presenta uno sviluppo planimetrico irregolare, adattato alle forme naturali della cavità.
Le indagini effettuate sul sito hanno evidenziato:
• un altare rupestre, ricavato direttamente nella roccia viva;
• residui di intonaco e pigmenti murari, riconducibili a un ciclo pittorico oggi quasi del tutto perduto, ma noto grazie a documentazioni e rilievi storici locali;
• una nicchia absidata a pianta semicircolare, interpretabile come abside, coerente con l’architettura delle cappelle rupestri di matrice italo-greca.
Di particolare rilievo sono le croci incise, le epigrafi in caratteri greci e i simboli cristologici, databili tra l’VIII e il X secolo, periodo che coincide con la piena espansione del monachesimo italo-greco nell’area delle Serre calabresi. Tra le testimonianze più importanti della fase bizantina è l’affresco della comunione di Santa Maria Egiziaca del sec. IX che la studiosa Castelfranchi ha messo in relazione con un possibile eremo femminile.
Nel corso del tempo, lo spazio è stato progressivamente trasformato in santuario cristiano cattolico attraverso l’inserimento di elementi devozionali, resti di affreschi murali risalenti all’età post-medievale e statue lignee, tra cui si distingue l’iconica raffigurazione della Vergine con il Bambino, oggetto di profonda venerazione da parte delle comunità locali.
L’ambiente custodisce numerosi segni della lunga frequentazione cultuale: incisioni simboliche, croci graffite e iscrizioni in greco e latino testimoniano una stratificazione religiosa complessa, frutto di secoli di pratiche spirituali. Le evidenti tracce di fumo e residui di cera sugli elementi litici attestano la continuità del culto fino all’età contemporanea.
Monumenti e Musei da visitare
- Antiche Miniere
- Chiese di S. Maria Assunta in Cielo
Ente Gestore:
Indirizzo:
loc. Montestella, 89040 Pazzano (RC)
Contatti:
Mail: enzochiodo@libero.it
Tel.: 347 369 0956




