GROTTA TIMPA DEI SANTI CACCURI (KR)


Descrizione geografica:

Sul fronte di un crinale roccioso posto alle spalle della località Forestelle (284 m s.l.m.), a picco sulla bassa valle del fiume Neto, si aprono, tra conglomerati di sabbie e ciottoli di rocce calcaree e granitiche, una serie di grotte artificiali.

Datazione:

Bronzo medio
Bronzo recente
X secolo
XII-XIII secolo

Dati storici:

Nell’area, oltre alle tracce della presenza umana risalente al Bronzo medio e recente, ben si distinguono i segni della presenza eremitica.
Il complesso di grotte, segnalato per la prima volta all’attenzione della comunità scientifica nel 1989 da Giuseppe Roma, come un raro esempio di complesso monastico rupestre in Calabria, è inquadrabile come un nucleo insediativo, oggi costituito da circa quattro unità rupestri monocellulari, gravitante intorno a una chiesa rupestre ipogea ricavata nella calcarenite con tre nicchie sul fondo affrescate e intonacate.
Dall’analisi degli affreschi presenti nelle grotte sparse sulla Timpa dei Santi si è rivelato che la loro datazione è riferibile al XII e al XIII secolo ma il sito avrà certamente una datazione più antica: probabilmente intorno alla seconda metà del X secolo.

Aspetti Architettonici, artistici ed archeologici

Sulla Timpa dei Santi l’ambiente è piccolo, raccolto e la presenza delle nicchie e delle tracce di colore che emergono aldi sotto del nero fumo, che domina sulle pareti, rimanda con immediatezza a una dimensione sacra e antica.
All’interno della nicchia centrale è riconoscibile l’immagine del Cristo Pan¬tocratore, benedicente, con un’aureola in testa segnata dalla croce, la tunica rosso porpora, con il volto ormai quasi del tutto sfigurato, non solo dall’azione erosiva dei secoli (Figura 3) bensì dalla mano devastatrice dell’uomo ignorante. In alto a destra della figura è ancora leggibile il monogramma di Cristo XP.
Nella nicchia di destra, probabilmente, doveva campeggiare l’Arcangelo Michele; si distingue appena per via dell’ala destra. Nella nicchia di sinistra della grotta un’icona, di dimensioni più ridotte, ormai del tutto scolorita, riconoscibile dall’originaria grafica in carboncino compiuta da qualche eremita, riproduce la Vergine col Bambino, l’‘Oδηγήτρια (Colei che mostra il cammino), tradizionalmente rappresentata con il Bambino, seduto e benedicente, posto in braccio a sinistra, che tiene in mano una pergamena arrotolata che la Vergine indica con lamano destra. Altre tracce di affresco rappresentano altrettanti santi, ormai non più distinguibili, e forse proprio la loro fitta presenza ha contribuito all’attribuzione a quella contrada del toponimo “Timpa dei Santi”. L’umidità, l’incuria, il fumo delle lampade e una serie di graffiti deturparono le restanti pareti.
Altre quattro grotte si scorgono, in cima alla collina, sul margine del dirupo (alto circa 300 metri) che si affaccia, a picco. su un’ampia ansa del Neto.
Durante alcune ricognizioni archeologiche effettuate, nel 1983, in alcune di queste cavità vennero recuperati alcuni frammenti ce¬ramici. In cima all’altura, inoltre, sarebbero state individuate tracce di sepolture collegabili all’insediamento rupestre sottostante. Nei pressi di una di queste fosse Giuseppe Roma segnala la presenza di una moneta di argento di Ottone II e della ceramica invetriata medievale.
Dall’analisi degli affreschi presenti nelle grotte sparse sulla Timpa dei Santi si è rivelato che la loro datazione è riferibile al XII e al XIII secolo ma il sito avrà certamente una datazione più antica: probabilmente intorno alla seconda metà del X secolo.

Monumenti e Musei da visitare

• Chiesa della Riforma
• Abbazia di S. Maria la Nova (in località “Badia”)
• Chiesa Matrice di S. Maria delle Grazie o di S. Maria del Soccorso (sec. XIV)
• Grotta di Timpa dei Santi (sec. X-XIII)
• Area archeologica: Pantane con necropoli medievale.

Ente Gestore:
Comune di Melicuccà

Contatti:

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Informazioni Utili

Entrata libera
Ingresso gratuito
Visite guidate: guide turistiche regionali
Servizi Didattici e Laboratori: no

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