PARCO ARCHEOLOGICO: KAULON DI MONASTERACE MARINA (RC)


Descrizione geografica:

L’area archeologica del Parco di Archeoderi di Bova Marina si trova lungo la costa ionica alla estremità meridionale della penisola, nei pressi della valle del torrente San Paquale in un’area densamente frequentata sin dalla preistoria.

Datazione:

– Frequentazione di età neolitica (mil. III a. C.)
– Frequentazione di età eneolitica e del bronzo (mil. II a. C.)
– Frequentazione di età protostorica (sec. IX-VIII a. C.)
– Frequentazione di età greca (sec. VII – III a. C.)
– Villaggio – statio della via costiera di età romana e tardoantica (sec. II – VI d. C.)

Dati storici:

Leggende sulla fondazione di Kaulon: Licofrone riporta il mito di Kaulon figlio della amazzone Cleta che secondo la profezia di Cassandra, sarebbe approdata in Italia al tempo della Guerra di Troia in seguito ad un naufragio durante il suo viaggio per recuperare il corpo dell’amazzone Pentesilea, ma la tempesta deviò il suo percorso fino alle coste italiche. Una volta approdati fondarono una città che dal figlio prese il nome di Kaulon, i cui discendenti regnarono su di essa fino all’arrivo dei Crotoniati, i quali la assalirono, divenendo padroni della città. La leggenda, quindi, confermerebbe la colonizzazione di Caulonia da parte degli Achei del Peloponneso.

Notizie storiche e fonti: Gli autori antichi sono d’accordo nel dire che Kaulonia fu una colonia greca fondata agli inizi del VII secolo a.C. da Achei dell’isola di Egina della regione dell’Eubea guidati da Tifone, cui diede aiuto e sostegno la polis achea di Crotone. Il luogo prescelto, su cui erano presenti dapprima genti italiche enotrie, era strategico per il controllo dei percorsi terrestri, fluviali e marittimi del golfo di Squillace e per i commerci con tutto il bacino del Mediterraneo, grazie anche alla presenza di mercanti euboici.
Kaulonia fu tra gli alleati di Kroton che parteciparono alla battaglia del fiume Sagra contro Locri.
Durante la fase di Pitagora a Crotone, lo stesso filosofo come altri suoi allievi ebbero un ruolo importante nella politica della polis. In seguito Caulonia fa parte della lega Achea con sede a Crotone. Tuttavia, nel 389 a.C. Dioniso I di Siracusa invade la Magna Grecia, sbaragliando la lega e assoggettando la città.
Nel 356 a.C. con la costituzione della lega dei Bretti a Cosenza Caulonia cade sotto il dominio italico. Nelle guerre puniche fu controllata da Annibale, prima di essere riconquistata dai Romani con azioni violente che ne causarono l’abbandono.
In età imperiale il territorio fu sede di una statio viaria posta lungo la via costiera ionica denominata Stilida, mentre nell’area sorsero diverse ville–fattorie tese allo sfruttamento del territorio dal punto di vista agricolo, cui si aggiunsero anche miniere per l’estrazione del rame attraverso una colonia penale per i “damnata ad metalla”, che attraverso la produzione di legname riforniva anche la produzione di cantieri navali.
Intorno al sec. VI d.C. il sito venne probabilmente abbandonato da parte delle popolazioni che preferirono spostarsi su posizioni fortificate poste nell’area interna.

Aspetti Architettonici, artistici ed archeologici

Il SANTUARIO DI PUNTA STILO fu scoperto dal grande archeologo Paolo Orsi nel 1912. L’area sacra fu utilizzata già nell’VIII sec. a.C., mentre a partire dal sec. VII a.C. fu costruito un tempio monumentale in blocchi di pietra arenaria, con un altare sulla fronte ed un muro sacro di protezione che in quel tratto fungeva anche da difesa della città.
Un altro tempio fu costruito nel sec. V sul lato sud del promontorio, intorno a cui erano disposti cippi e steli votive ed un’officina per la produzione di ex voto in metallo (armi, oggetti votivi, ornamenti). Il tempio dorico di Zeus fu ricostruito intorno al 470 a.C. su una terrazza preceduta da una gradinata. Esso era periptero vale a dire circondato da colonne di cui 14 sui lati lunghi e 6 su quelli brevi ed “in antis” in quanto presenta due colonne tra le ante del pronaos e dell’opistodomo. Le colonne dovevano essere alte oltre 5 mt., con il cornicione decorato da tegole in marmo, gronde in terracotta dipinta ed un cavaliere su sfinge al centro del frontone, mentre un grande altare era posto sul lato meridionale.
Il tempio crollò forse a causa di un terremoto verso la fine del sec. IV.a.C. Il rinvenimento nel 2000 di una tavoletta bronzea ed una dedica su un elmo in alfabeto acheo hanno permesso di attribuire il santuario a Zeus (in precedenza attribuito ad Afrodite). L’iscrizione in 18 linee di cui 15 versi, è databile al 480-70 a.C e riporta il nome del dedicante, Pythokritos ed il nome dell’artista, segno evidente che l’iscrizione doveva essere apposta sotto a una statua.

EDIFICIO PASSOLIERA
Trattasi di una fossa di scarico rinvenuta da Paolo Orsi con all’interno terracotte architettoniche provenienti da edifici sacri che dovevano essere presenti nella zona (tempietti o thesauroi) Essi ponevano forse sotto la tutela della divinità la frontiera con Locri sacralizzando il controllo del territorio.

LA CASA DEL DRAGO
La cosiddetta “Casa del Drago” è costituita da un cortile pavimentato in cocciopesto circondato su tre lati da un colonnato in terracotta (peristilio) mentre un lungo corridoio consentiva l’accesso alle tre stanze della casa, due delle quali erano dipinte con intonaci colorati, pavimenti a mosaico e una lunga panca. Nella sala posta più a sud al centro del pavimento, decorato da una fascia mosaicata con tessere nere e bianche con il motivo a piccole onde marine, spicca la soglia impreziosita da un mosaico policromo con la figura di un ketos o drago marino dal muso allungato, con denti aguzzi ben e lungo corpo avvolto in una spira con coda larga e zampe palmate. Il mosaico scoperto nel 1968 fu poi spostato nel museo per una miglior protezione.

TERME ELLENISTICHE E LA “SALA DEI DRAGHI, DEI DELFINI E DELL’IPPOCAMPO”
L’area definita “Casa Matta” è un edificio particolarmente esteso, di carattere pubblico, noto per la scritta che lo identifica come “Terme di Nannon” che fece (tutto questo) per Kottìos”.
Nel corso del III secolo a.C. la sua funzione è quella termale (balineon) distribuita in tre settori.
Il mosaico, che si estende per circa 30 mq e risale alla fine del IV (inizio del III secolo a.C.), rappresenta il pavimento centrale di una sala lunga, dotata di una piscina per il bagno caldo all’interno di un edificio termale. Spiccano la ricchezza e la varietà dei motivi decorativi scelti, tra cui delfini, draghi e ippocampi, combinati in una composizione armoniosa e arricchiti da dettagli tecnici, come l’uso di lamine di piombo per definire i contorni dei delfini.
La struttura compositiva del mosaico, realizzato con tessere policrome di pietra naturale, ceramica e terracotta di diverse forme e dimensioni, presenta sei medaglioni centrali con motivi floreali, delimitati da sottili bordi colorati. La disposizione particolare dei dettagli crea un effetto prospettico. Sul lato occidentale e meridionale, invece, si trovano pannelli stretti e allungati che raffigurano animali marini (draghi, delfini e ippocampi) disposti in coppie affrontate. Un ulteriore elemento decorativo è visibile vicino all’ingresso della sala con una una rosetta circolare a dodici petali.

LE BOTTEGHE CERAMICHE
Anche a Kaulon come in altre polis greche vi era un quartiere dedicato alla lavorazione della ceramica (Keramikos). Oltre alla ceramica comune per gli usi giornalieri (pentole, piatti, brocche) si producevano vasi da mensa raffinati dipinti a vernice nera che imitavano i modelli provenienti dalla Grecia.
Con la conquista di Kaulonia da parte dei Siracusani la città cade sotto il dominio della sua alleata Locri, come dimostrano anche i vasi realizzati secondo le tipologie e le decorazioni locresi.
Dopo la conquista dei Bretti la produzione di ceramiche a vernice nera è attestata dalle numerose fornaci rinvenute ai margini della città con forni a camera sostenuti da pilastrini .

LE CASE
Le case erano organizzate intorno ad un cortile centrale con i servizi a nord, le camere a sud e gli ambienti di soggiorno affacciati su un portiicato (pastas) sul lato ovest.
Nelle case dei ceti più alti sembra essere presente una distinzione tra ambienti femminili (gineceo) e maschili con stanze decorate a mosaico o dipinte, come quella della “casa del drago”. Le case avevano una zoccolatura in pietra alta circa 1 mt e l’elevato del muro in mattoni di argilla cruda, mentre i tetti erano in laterizi (tegole e coppi).
Dell’impianto urbanistico di Kaulonia è nota la riorganizzazione seguita alla conquista siracusana del 389 a.C. che portò alla realizzazione di una maglia di strade larghe (plateiai) e più strette (stenopoi) ortogonali tra loro che formavano degli isolati o quartieri di due case quadrangolari di circa 17 mt. La strada principale pare comunque fosse in uso già dal sec. VII a.C.
Riguardo all’area di località San Marco, essa fù interessata sin dalla fase arcaica da un asse stradale N-S, parallelo al mare, che faceva parte dell’area urbana. Da qui provengono resti di abitazioni e materiali pertinenti a contesti domestici di aree di cottura con riferimenti a pratiche di simposio e forse alla presenza di una bottega ceramica, cui si riferirebbe una matrice di statuette fittili. Tra III e II sec. a.C. l’area venne utilizzata per attività commerciali connesse al vicino porto canale presso la foce della fiumara Assi per poi essere abbandonata fino sec. III d.C quando riprende l’attività di scambi commerciali connessa al porto che perdura fino al sec. VI d.C.

NECROPOLI
Gli abitanti di Kaulon costruirono le tombe dei loro cari fuori dalle mura della città. Il rito più diffuso era quello della deposizione in tombe a fossa scavate nella terra con un tetto di tegole tipo “a cassa” oppure a spiovente del tipo “alla cappuccina”, mentre i bambini risultano sepolti entro grandi vasi.

LAVORAZIONE DEI METALLI
La presenza di oggetti votivi in bronzo (armi, oggetti votivi, ornamenti) ed i resti di scorie di lavorazione attestano la presenza di officine di lavorazione dei metalli a Kaulonia nei pressi del santuario dorico già nel VII sec. a.C. che continua in altre zone sia in età ellenistica sotto il controllo di Locri che al tempo dei Bretti e soprattutto in età romana come dimostrano anche alcuni frammenti di forbici e crogiuoli in bronzo.

Monumenti e Musei da visitare

• Centro storico
• Duomo e resti del Castello

Ente Gestore:
Direzione Regionale Musei Calabria

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Informazioni Utili

Apertura:
Martedì – Domenica
(09:00 – 20:00 Museo,09:00 – 18:00 Parco)
Chiuso lunedì
Biglietto ingresso: €. 4,00 Adulti, €. 2,00 ridotto
Visite guidate: si, personale interno o guide turistiche regionali
Servizi Didattici e Laboratori: si

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