Storia del museo:
Il Museo Archeologico Nazionale di Crotone nasce nel 1968 in seguito all’acquisizione da parte dello Stato delle collezioni appartenenti al locale Museo Civico, il cui nucleo era costituito da raccolte formate nel corso del XIX secolo grazie alle donazioni di alcuni latifondisti locali, e dei numerosi rinvenimenti di reperti archeologici che venivano scoperti durante le attività agricole e di edilizia urbana. Tra queste raccolte quelle dei marchesi Armando Lucifero e Filippo Eugenio Albani, e del barone Nicola Sculco, tra il 1909 e il 1910 in occasione della venuta a Crotone del Soprintendente della Calabria Paolo Orsi, rappresentarono il primo nucleo del Museo di Crotone.
Durante la Seconda Guerra Mondiale parte dei reperti andarono dispersi; tuttavia, le raccolte archeologiche rimasero sempre ospitate nel Castello fino al 1966, anno di chiusura del Museo Civico e dello spostamento delle collezioni. Dopo l’apertura del 1968 l’allestimento del Museo statale archeologico fu spesso la vetrina delle nuove scoperte effettuate dalla Soprintendenza fino al 1995 in cui si ebbe la chiusura del Museo e l’apertura di una mostra temporanea presso Palazzo Morelli. La riapertura al pubblico si ebbe soltanto nel 2000, anno in cui venne realizzato l’attuale allestimento e il Museo Archeologico Nazionale arricchitosi fino ad oggi di importanti reperti recuperati dal Comando Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale da scavi clandestini presso il santuario di Hera a Vigna Nuova, dalla riconsegna di beni restituiti dal Getty Museum di Malibu e da nuove importanti scoperte effettuate nel territorio. Attualmente il Museo Archeologico di Crotone è stato accorpato con quello di Sibari costituendo il polo museale dei Parchi Archeologici di Crotone e Sibari.
CROTONE: tra storia e mito
Leggende sulla fondazione di Kroton: una di esse riporta che la città fu fondata da Ercole nei pressi della tomba del giovane Croton, da lui ucciso per un tragico errore. Si racconta, infatti, che Ercole, reduce dalla Spagna con i buoi tolti a Gerione, venne accolto da Croton, capo di una tribù italica che viveva in quei luoghi, il quale lo pregò di aiutarlo a catturare un ladrone di nome Lacinio. A causa del buio, però, Ercole uccise Croton scambiandolo per Lacinio. Con la morte di Croton e le amare lacrime versate dalla madre, si compì anche un’altra profezia che voleva che quando fosse piovuto a ciel sereno (= le lacrime della madre di Croton), sarebbe stata fondata una grande città. Ercole, infatti, addolorato per la morte di Croton, dopo aver punito duramente Lacinio, fondò nei pressi del fiume Esaro una nuova città, cui diede il nome di Kroton.
Notizie storiche e fonti: le fonti antiche (Strabone: Geografia, libro VI; Eraclito IV – 48) riportano che Crotone fu fondata intorno al 710 a.C. da coloni greci provenienti dall’Acaia guidati da Miscello. Inizialmente gli Achei avrebbero voluto fermarsi sulla costa ionica presso Sibari, incrementando il numero di coloni che nello stesso periodo stavano fondando la città; ma l’oracolo di Delfi ordinò a Miscello di proseguire fino al fiume Esaro, dove avrebbero fondato una grande città, in un territorio coperto di immense e lussureggianti foreste, con ricchi pascoli e un clima mite e salùbre.
Crotone visse durante l’età Greca arcaica e classica uno dei momenti più intensi e fortunati della sua storia divenendo una delle città più importanti e ricche del Mediterraneo, di cui è testimonianza anche il monumentale tempio edificato sul promontorio Lacinio e dedicato alla dea Era. La città era nota allora per il vigore dei suoi atleti, che più volte risultarono vincitori nelle gare di Olimpia. Tra questi il grande Milone che vinse 6 volte ad Olimpia (dal 532 al 516 a.C.), 7 volte nelle competizioni Pitiche; 10 nelle Istmiche e 9 volte nelle Nemee. Il valore degli atleti crotoniati era così alto che durante una gara di corsa cinque di essi arrivarono ai primi posti, per cui si disse che “l’ultimo dei Crotoniati era stato il primo dei Greci”. In seguito, i contrasti creatisi tra partiti (Pitagora fu scacciato dalla città ed in seguito morì povero in esilio) e l’incapacità di opporsi alle altre città greche tra cui principalmente Siracusa ed alla nascente forza degli Italici (Bruzi e Lucani), costrinsero la città ad un ruolo poco importante. Nel nuovo clima politico, culturale e religioso del tempo riprese vigore anche il culto di Eracle, proposto come il vero fondatore (ecista ) della città ed effigiato su alcune splendide monete.
Al principio del IV secolo a.C. il tiranno di Siracusa Dionisio I, alleatosi con i Lucani, inflisse una memorabile sconfitta all’esercito della lega italiota di cui faceva parte Crotone, il cui territorio fu saccheggiato, compreso il tesoro dell’Heraion lacinio. Dopo la caduta di Dioniso, la città fu minacciata dalla popolazione italica dei Brettii, che nominarono loro capitale Consentia e conquistarono Terina, Hipponion, l’area del Savuto e poi il territorio tra Crotone e Thurii. L’arrivo del re epirota Alessandro il Molosso, chiamato da Taranto e dalla Lega per combattere gli Italici fallì e Crotone fu minacciata dai Bretti e poi di nuovo conquistata da Siracusa guidata da Agatocle (289 a.C.).
Allo scoppio della guerra tra Roma e Taranto che ottenne l’intervento del re Pirro, Crotone si schierò dalla parte degli ionici ma dovette subire gravi conseguenze e alla fine della guerra si ritrovò spopolata e ridotta a metà della sua estensione originaria.
Un’ulteriore decadenza si ebbe a seguito della seconda guerra punica in relazione alla presenza di Annibale nel territorio che qui dedica delle tavole di bronzo che riportavano le sue gesta in territorio italico prima di saccheggiare il tesoro del tempio per pagarsi il noleggio delle navi che lo porteranno di nuovo a Cartagine. Crotone fu assediata e, dopo la resa, occupata dai Bretti, alleati dei Cartaginesi per poi subire anche la punizione di Roma riservata alle città italiote che, pur alleate, erano poi passate al nemico.
In età romana Crotone fu sede di una nuova colonia dedotta sul promontorio Lacinio 194 a.C. che, incrementando la popolazione, portò ad un migliore sfruttamento del territorio con la nascita di numerose ville-fattorie nei dintorni della città mentre solo la collina dell’acropoli achea (attuale castello) venne inserita nel perimetro urbano come dimostra la distribuzione delle necropoli di età imperiale. Durante il periodo imperiale e tardo-antico la città vive una situazione di crisi economica e insediativa testimoniata anche dal passo di Petronio (Satyricon-CXVI/CXVII).
In età medievale, la città, grazie al suo porto risultò strategica durante le guerre gotiche divenendo un importante presidio bizantino in cui sbarca Belisario (549). In seguito risulta attaccato dai Longobardi che rapirono parte della popolazione ottenendone un riscatto da papa Gregorio Magno (596 d.C.). Intorno alla fine del IX secolo la città si dotò di una fortificazione per difendersi dagli attacchi degli Arabi che la saccheggiarono nel 932. In seguito fu conquistata da Roberto il Guiscardo che ne rafforzò la funzione strategico-militare con la costruzione di una torre sull’acropoli antica e la riattivazione del porto militare e commerciale da cui era possibile anche imbarcarsi per la Terra Santa. Intorno alla fine del XII sec. il geografo arabo Idrisi indica Crotone come “porto ampio dove si getta l’ancora al sicuro e città antichissima di costruzione vetusta, posizione ridente, prospera e popolata con mura difendibili”. La città è anche citata negli archivi di Venezia come porto lungo la rotta per la Terra Santa.
Anche in età sveva la città svolge un importante ruolo di controllo del territorio con la costruzione anche di un fortilizio che ingloba e rafforza quello normanno.
Nel 1284 fu concessa dagli Aragonesi a Ruffo. Nel 1434 alla morte dell’ultimo Marchese di Crotone, gli successero le figlie che non ebbero eredi.
Il re di Spagna Carlo V le concesse ampi privilegi, e ne fece potenziare il porto. Nel 1541, il viceré Don Pedro di Toledo fece restaurare e fortificare il castello preesistente, oggi noto come “Castello di Carlo V.
Nel 1799, la città, capeggiata dai suoi nobili si dimostrò favorevole alla proclamazione della repubblica partenopea, ma riconquistata in breve dal Cardinale Ruffo, furono fucilati sul castello i civici magistrati.
Percorso Espositivo:
Il Museo propone un percorso espositivo articolato in due sezioni, all’interno di ampie sale open-space disposte su due piani. Al piano terreno il visitatore è guidato, secondo un criterio cronologico, a scoprire le principali tappe storiche dell’antica città greca di Kroton, a partire dai rapporti con le comunità indigene preesistenti al momento della fondazione (avvenuta tra terzo ed ultimo venticinquennio dell’VIII secolo a.C.) attraverso la storia dei suoi atleti, medici e filosofi, fino alla tarda antichità. Vi è poi un approfondimento sull’archeologia urbana e una sezione dedicata ai corredi funerari dalla necropoli in località Carrara.
Il secondo piano offre, invece, una panoramica sugli insediamenti del territorio (Krimisa, Petelia, Makalla), che ricadono in aree geografiche ricche di tradizioni mitiche e legate a culti fondamentali per la polis greca (Sirene, Filottete, Apollo Alaios). Sono poi illustrati i principali santuari della città: particolare riguardo gode il santuario della dea Hera Lacinia presso Capo Colonna con il suo tesoro.
Le collezioni del museo di Crotone sono esposte secondo un ordine cronologico che parte dalla fase preistorica che espone asce ed armi litiche, un cranio umano e strumenti per l’agricoltura.
L’età del ferro propone ricchi corredi funerari e manufatti provenienti dall’area provinciale di Crotone relativi alla cultura delle “tombe a fossa” dei popoli italici enotri.
Una sezione dedicata alla produzione vascolare greca presenta vasi e anfore di rara fattura distinti in base alla provenienza: corinzia, calcidese, attica e italiota.
Nel 1° piano del Museo Archeologico Nazionale sono esposti con criterio topografico i ritrovamenti effettuati nell’area urbana di Crotone con grafici e piante che riproducono perfettamente il posto dei rinvenimenti e degli attuali scavi cittadini.
Un’intera sala è dedicata ai reperti provenienti dal celebre Santuario di Hera Lacinia, ed ai diversi oggetti votivi rinvenuti che costituiscono il famoso Tesoro della dea costituito da preziosi oggetti votivi in oro, bronzo e marmo, rinvenuti nei pressi del santuario durante gli scavi nel Parco Archeologico di Capo Colonna. Tra questi oggetti spiccano, per interesse storico e artistico, lo splendido diadema aureo dedicato alla dea Hera Lacinia e la barchetta Nuragica in bronzo del VII secolo a.C.
Aspetti architettonici e archeologici:
Il territorio risulta frequentato sin dall’età preistorica come attestano vari ritrovamenti di industria litica lungo le colline che si affacciano sulla costa ionica. Il territorio urbano è abbastanza stabilmente frequentato da genti indigene italiche enotrie come testimoniano frammenti di ciotole ad impasto dell’età del Bronzo e della prima età del Ferro (via Firenze, via XXV Aprile, rione S. Francesco). Ad un periodo che precede di poco l’arrivo degli Achei, appartengono alcuni frammenti di fibule ad arco serpeggiante in bronzo provenienti da diversi cantieri urbani, ma anche dalla necropoli in località Carrara. L’impianto urbanistico di Kroton presenta sin dal VII sec. a.C. una organizzazione in stenopoi (strade larghe da mt. 4.80 a mt. 5.00) e plateiai (larghe circa mt. 9.00) che seguivano in linea di massima la linea naturale di pendenza verso il mare strutturandosi in tre grandi aree ed una caratteristica ad aprirsi verso la chora (territorio circostante) alla ricerca di spazio per affermare la propria supremazia.:
1. l’acropoli e i settori dall’attuale piazza Pitagora fino all’Ospedale.
2. dal Campo Sportivo al fiume Esaro.
3. dal fiume Esaro alla contrada Vela e fin quasi il torrente Passovecchio, costituita da un ampio spazio pianeggiante
Ci sfuggono le localizzazioni di aree sacre e pubbliche e di monumenti di cui rimane un’eco nelle fonti, come il tempio di Eracle e quello delle Muse, costruito su consiglio di Pitagora; il Ginnasio in cui insegnava lo stesso Pitagora; l’ekklesiasterion per l’amministrazione della polis; la grande sala per riunioni costruita dai duemila seguaci del filosofo. Ma anche di monumenti che certo non potevano mancare in una città greca quali il teatro e lo stadio. Non si hanno, inoltre, dati a sufficienza sulle abitazioni private, per la difficoltà di investigare queste fasi, per la sovrapposizione ad esse delle strutture più recenti.
Le Mura
Crotone ebbe una lunga e poderosa cinta muraria che si snodava per XII miglia (circa 18 km), con un’acropoli che dominava il territorio circostante. Purtroppo a causa del reimpiego nei palazzi medievali e soprattutto nel castello di essa oggi non rimane quasi nulla. Dai pochi tratti murari individuati nell’area industriale e sulla collina di S. Lucia si conoscono le tecniche con strutture in blocchi squadrati integrati da murature in mattoni crudi e parti sommitali protette da tegole di terracotta. Nel lato settentrionale la cinta difensiva doveva essere rafforzata forse con un fossato come dimostra un’anomalia del terreno rilevata dalle sonde della Fondazione Lerici.
Le Abitazioni
Le tipologie di abitazioni possono essere suddivise in due categorie principali: una a carattere misto, abitativo e artigianale, e una esclusivamente residenziale. La prima tipologia, contraddistinta da blocchi abitativi combinati con spazi dedicati alle attività artigianali, si sviluppa lungo i due lati di un cortile. Questi edifici presentano moduli di circa 5 metri e includono alcuni vani con accesso diretto dalla strada. Un esempio significativo di questa configurazione è rappresentato dalle case-bottega situate nelle aree di via XXV Aprile e dell’area Gravina. L’elemento sempre presente su cui si imperniava la planimetria della casa e su cui ruotava la vita domestica è il cortile, solitamente posto al centro e quasi sempre forma quadrangolare.
Monumenti e Musei da visitare
• Museo Provinciale d’Arte Contemporanea – MAC di Crotone: contiene opere di Rotella, Giuseppe Uncini, Hidetoshi Nagasawa, Vettor Pisani, Bruno Ceccobelli, Nino Longobardi, Claudio Verna e altri.
Il Museo è anche sede di mostre temporanee, convegni di pittura e di fotografia.
• Castello aragonese di Carlo V (vedi scheda Castelli 15)
• Parco archeologico e Museo di Capo Colonna (vedi scheda Parchi archeologici 17)
• Santuario della Madonna di Capo Colonna adiacente l’area archeologica del tempio greco di Hera Lacinia e del Museo Archeologico Santuario della Madonna di Capo Colonna: la chiesetta ottocentesca della Vergine di Capo Colonna, il cui primo impianto risale all’XI secolo, accoglieva l’immagine della Vergine, il cui culto si diffuse soprattutto a partire dal XVI secolo. Si tratta di una raffigurazione su una tavola rivestita in lamina d’argento, bizantineggiante, che secondo la tradizione sarebbe stata portata qui dall’Oriente e venerata per tutta una serie di miracoli. L’immagine assunse così sempre più la fama di essere sacra e miracolosa e nei secoli successivi fu invocata spesso per la grazia della pioggia; per la salute fisica in caso di pestilenze; per la protezione da eventi catastrofici come tempeste e terremoti e per la protezione dai nemici visibili, come i banditi o i Turchi, ed invisibili, nel senso di demoni. Attualmente essa è conservata in un’apposita cappella del Duomo di Crotone, mauna volta all’anno (2° decade di maggio) ritorna nella sua sede originaria con una suggestiva processione.
• Cattedrale – Basilica di S. Maria Assunta (duomo) Il duomo di Crotone, risale all’impianto originario del IX secolo. Riedificato nel XV secolo con materiali provenienti dal tempio di Hera Lacinia. La struttura presenta una facciata in stile neoclassico su cui si aprono tre portali, affiancati da un imponente campanile. L’interno, diviso in tre navate sorrette da pilastri, ospita pregevoli opere d’arte: l’icona della Madonna di Capocolonna, un fonte battesimale in pietra con base zoomorfa del XIII secolo, un seicentesco coro ligneo, due busti lignei raffiguranti san Gennaro e san Dionigi, entrambi del XVII secolo, un crocifisso in terracotta e un pulpito marmoreo.
• Antistante è la chiesa dell’Immacolata, la cui edificazione ebbe luogo nel 1554 e ampliata successivamente nel 1738. All’interno presenta una sola navata ed è decorata da un portale con fregi di epoca barocca.
• La Chiesa e Convento di S. Chiara, con impianto di fine ‘400 e ricostruita nel ‘700. Segnaliamo all’interno la bellissima pavimentazione in maiolica napoletana e il prezioso organo ligneo del 1753.
• Piazza Pitagora, è la più importante di Crotone, e centro di incontro per i cittadini. Circondata da portici costruiti nella seconda metà dell’800, si erge sull’altura del colle Cavaliere.
• Proseguendo verso Via Risorgimento troviamo il Palazzo Gallucci, costruito a fine ‘800. Non lontano vi è la settecentesca Chiesa di S. Giuseppe impreziosita da stucchi barocchi.
Ente Gestore:
Parchi Archeologici di Crotone e Sibari
Indirizzo:
via Risorgimento, 14, 88074 Crotone (KR)
Contatti:
Mail: drm-cal.crotone@cultura.gov.it
Tel.: 0962 23082 0962.934814
Informazioni Utili
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