CASTELLO DELLA ROCCA SAN SOSTI (CS)


Descrizione geografica:

Il sito è posto all’imbocco della gola del fiume Rosa, sulla vetta di un’alta e scoscesa montagna che si affaccia sulla vallata dell’Esaro, come una propaggine del gruppo della Montea nei pressi del Santuario della Madonna del Pettoruto.

Datazione:

  • frequentazione di età neolitica;
    – frequentazione di età protostorica (secc. XI-VIII);
    – frequentazione di età greca arcaica (sec. VII-VI a. C.)
    – castrum fortificato longobardo (sec. VI-IX d. C.)
    – kastron – insediamento fortificato bizantino (sec. IX-XI d. C.)
    – frequentazioni di epoca normanna e sveva (sec. XI-XIII d. C.)

Dati storici:

Il sito documenta la presenza di una frequentazione di età neolitica relativamente a cacciatori di cui sono stati evidenziate tracce abbondanti di scheggiature e strumenti di industria litica all’interno di un’area di focolari, mentre per la fase protostorica si può ipotizzare una frequentazione stagionale o stabile documentata dal rinvenimento di ceramiche e pesi da telaio.
Riguardo la fase greca, un’ipotesi da confermare, individua il sito nella città enotria di Artemisia citata da Ecateo di Mileto tra quelle presenti nel territorio di Sibari. Tra questi anche Leopoldo Pagano che indica questo come il luogo di rinvenimento della splendida ascia votiva in bronzo acquistata dal British Museum, da un antiquario italiano nel 1884. L’ascia riporta incisa una iscrizione in alfabeto acheo e dialetto dorico che secondo il Pugliese Carratelli recita: “Sono sacro alla Hera che ha il suo santuario nel piano. Mi dedicò Kynískos il vittimario, come decima [del compenso] delle sue prestazioni”. Riguardo il sito di provenienza non è improbabile che esso vada individuato nei pressi della Chiesa del Carmine di San Sosti, dove nel 2004 sono state scoperte varie statuette e ceramiche arcaiche collegabili ad un’area sacra posta nelle vicinanze.
Circa la fase altomedievale, dall’analisi dell’evoluzione dei possedimenti bizantini e longobardi, quale emerge dalle fonti e soprattutto dagli ultimi dati della ricerca archeologica, pare che il sito dei Casalini rientri nel quadro del limes politico-territoriale tra i due schieramenti. Sembra infatti che intorno alla metà dell’VII secolo i Longobardi controllino i passi ed i valichi più importanti, tramite postazioni militari e strategiche come i Casalini San Sosti.
Col IX secolo, in seguito all’azione incalzante dei Mussulmani, segue un periodo di crisi in cui la popolazione si rifugia nell’interno, dove costruisce o ristruttura diversi insediamenti fortificati (castra). Questi si pongono lontano dal mare o in zone tali da permettere l’organizzazione della resistenza o della fuga in caso di aggressione. Con la fase di riconquista bizantina (885) si ha la conferma e l’ampliamento di diversi di questi castra, cui segue la creazione di nuovi habitats più o meno fortificati.
Con la conquista Normanna e la successiva età sveva, il sito dei Casalini sembra essere man mano abbandonato con lo spostamento della funzione strategica e militare presso il castello della Rocca. Questo insediamento castellare è posto sul versante opposto a quello dei Casalini lungo la gola del Rosa, su un banco roccioso a m 551 s.l.m. lungo le pendici del Monte La Mula, da cui domina la valle dell’Esaro ed il borgo di San Sosti.
Ricerche condotte dall’Unical e dalla Soprintendenza hanno individuato:
– resti di buche di una capanna di età protostorica (secc. XI-VIII a.C.);
– frequentazioni di età greca arcaica e di età romana (sec. VII a. C. – III d.C.)
– la presenza di un castrum a controllo della via istmica di età medievale (sec. X-XIV d. C.) che con la cessazione del sito dei Casalini si rafforza in un castellum a controllo del territorio.

Aspetti Architettonici, artistici ed archeologici

La CITTADELLA DEI CASALINI si presenta delimitata da una fortificazione a pianta trapezoidale che racchiude ed ingloba alcune strutture tra cui una chiesetta (A), un mastio sopraelevato (G) un gruppo di ambienti (E) e una cisterna (F); mentre una porta a tenaglia, munita di torri (B-C), si distingue sul lato occidentale, l’unico facilmente accessibile. Le mura della rocca si prolungano poi su tutto il lato occidentale includendo un altro poggio, sul quale è un edificio (M) che fungeva anche da torre di controllo del lato meridionale; mentre a sud ne segnano il limite due distinte cinte fortificate (Q-R) che comprendono due altre cisterne (O-P), una grande struttura adibita presumibilmente a casermaggio (P) ed alcuni ambienti parzialmente indagati. Riguardo agli edifici più importanti, la chiesa si presenta perfettamente orientata con l’abside ad est, mentre il suo interno di forma rettangolare misura m. 4.4 x 6.9. La porta, posta sul lato meridionale, è decentrata verso ovest. Le mura presentano uno spessore costante di 0.60 m ed un alzato residuo di m 1.30 circa. La struttura trova alcuni confronti con altre chiese analoghe della Calabria settentrionale rientranti nell’ambito dell’architettura e della liturgia orientale riferibili al periodo bizantino (X-XI sec.). Le torri, così come le mura poste sul lato occidentale (B, C, D, N, L), presentano cortine murarie ben realizzate dello spessore di 1 metro. Interessante appare anche l’interno che è rivestito sul fondo e sulle pareti da uno strato d’intonaco levigato di colore grigio-arancio, che ne ha fatto supporre un uso della parte inferiore come magazzino o cisterna (B).

Il CASTELLO DELLA ROCCA presenta una pianta sub-rettangolare costituita da un mastio poggiante direttamente su un costone roccioso aggettato sulla valle sottostante, di cui segue l’andamento morfologico. La struttura presenta sul lato settentrionale, l’unico facilmente accessibile, un imponente fronte murario difeso da un mastio quadrangolare (alto m. 5.6) retto da una larga scarpa (m. 3.3) che ingloba le sporgenze della roccia su cui poggia. Le mura, abbastanza spesse, si dispongono irregolarmente lungo l’orlo del costone in filari alternati da piani di posa in scaglie. Sul lato meridionale si distinguono due piccole vasche rivestite in cocciopesto relative a delle cisterne.

Monumenti e Musei da visitare

  • Castello della Rocca
    • Museo Archeologico e Multimediale di San Sosti e del Parco Nazionale del Pollino
    • Santuario Basilica di Maria Ss.ma del Pettoruto
    • Cascata di Fra Giovanni
    • Itinerari naturalistici CAI del Parco nazionale del Pollino.

Ente Gestore:
Itineraria Bruttii onlus

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Informazioni Utili

Apertura: sempre aperto
Biglietto: no
Visite guidate: si – Itineraria Bruttii onlus e su prenotazione e Guide Turistiche e naturalistiche regionali.
Servizi Didattici e Laboratori: si

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