Descrizione geografica:
Uno dei monumenti più caratteristici nell’area dello stretto è sicuramente il Castello di Scilla che, dalla sua rupe di roccia calcarea e sedimentaria, domina l’ampia rada compresa tra Scilla e Bagnara, lungo la costa Viola, nel basso tirreno reggino.
La rupe del castello separa in due il borgo marinaro che, verso S ha la denominazione di Scilla, e verso N è noto come Chianalea, il settore più caratteristico, affollato di case che un tempo erano di pescatori e che arrivano direttamente sull’acqua, oggi per lo più sede di ristoranti e attività commerciali e turistiche.
Datazione:
– Insediamento fortificato di età greca, romana e medievale;
– Torre castellare costiera di età vice-regnale sec. XVI
– Castello fortificato a controllo dello stretto sec. XVII-XIX
Dati storici:
La rupe del castello è sede di tradizioni e leggende, su tutte quella che descriveva tra gli anfratti della rupe il nascondiglio del terribile mostro marino Scilla, descritto nell’Odissea da Omero come mostro a sei teste, che divorò sei dei compagni di viaggio dell’eroe itacese.
Dalle fonti antiche sappiamo che probabilmente già nel V sec. a.C. sulla sommità della rupe di Scilla doveva esservi una fortificazione eretta dai greci calcidesi per difendersi dalle incursioni dei pirati etruschi. Strutture fortificate dovettero comunque essere erette anche in età romana, bizantina e normanna; anche se nessuna di queste ha però lasciato traccia fino ai nostri giorni.
Il grande riallestimento architettonico del castello cominciò in età viceregnale, alla metà del XVI secolo, quando tutte le coste del meridione d’Italia vennero presidiate a distanze regolari da torri costiere e fortilizi.
In età moderna viene quindi concepita l’articolazione architettonica del castello e la sua destinazione a carattere eminentemente militare e difensivo, a controllo del traffico navale entrante da N nello stretto di Messina.
La caratteristica struttura del castello a forma di pentagono irregolare con ampia scarpa e feritoie su tutti i lati viene concepita nel corso del ‘500. Il castello fu teatro di scontri tra l’esercito francese e quello inglese di stanza in Sicilia, nel periodo del decennio napoleonico e tra le destinazioni d’uso più recenti del castello non va dimenticata anche quella di edificio carcerario, nel quale nel 1862, venne anche rinchiuso prima del suo esilio a Caprera, l’eroe Giuseppe Garibaldi, ferito in Aspromonte e catturato dal neonato esercito italiano. Oggi il maniero è di proprietà pubblica e gestito dal comune di Scilla.
Aspetti Architettonici, artistici ed archeologici
Una lunga rampa che parte lungo il fianco meridionale della chiesa Madre di Scilla, conduce all’accesso protetto da numerose bocche da fuoco.
Lo spazio principale all’interno del maniero è la grande piazza d’armi, sulla quale si aprono tutti gli ambienti di servizio destinati all’alloggiamento delle truppe ed a tutto il necessario per la santa Barbara e la difesa della rupe. Oggi tutti questi ambienti, trasformati anche in celle alla metà dell’’800, sono utilizzati per l’allestimento di mostre temporanee e spazi espositivi.
Sulla destra della piazza d’armi, un’altra rampa conduce ai camminamenti di ronda sulle ampie merlature che offrono un bellissimo panorama sia verso il mare e lo stretto di Messina, che verso l’interno e la costa Viola. Questa rampa conduceva anche agli ambienti del comando della guarnigione, collocati immediatamente sopra la porta di accesso e più protetti, oggi destinati ad uffici e magazzini.
Monumenti e Musei da visitare
– Chianalea: Antico quartiere di pescatori con viuzze che terminano direttamente sul mare.
– Piazza San Rocco e Belvedere con statua del mito di Scilla, opera di Francesco Triglia
– Chiesa dello Spirito Santo (sec. XVIII)
– Spiagge e scogliere: Spiaggia delle Sirene, Punta Pacì, Cala delle Rondini e Marina Piccola
Ente Gestore:
Comune di Scilla
Indirizzo:
Piazza Matrice, 89058 Scilla, (RC)
Contatti:
Mail:protocollo.scilla@asmepec.it
Tel.: 0965 616629




