CASTELLO LONGOBARDO NORMANNO DI MALVITO (CS)


Descrizione geografica:

Il castello è posto sulla cima della collina su cui insiste il borgo medievale, lungo la fascia della catena tirrenica settentrionale alla destra idrografica del f. Follone.

Datazione:

  • Castrum fortificato longobardo (sec. VII-IX d. C.)
  • kastron – insediamento fortificato bizantino (sec. IX-XI d. C.)
  • Insediamento castellare di epoca normanna (XI)
  • Ristrutturazioni di età sveva (XIII)
  • Probabili modifiche di età angiona  (XIV)
  • Probabili aggiunte di età aragonese (XV)
  • Rimaneggiamenti di età post-medievale (XVI-XX)

Dati storici:

Dopo un primo insediamento longobardo da identificare in una delle sedi di gastaldato della Calabria settentrionale, pare probabile che il sito rientri tra i centri interessati dalla riconquista bizantina di Niceforo Foca (886-889).
La prima fase castellare attestata risale all’epoca di Roberto il Guiscardo, il quale si impadronì della rocca attuando uno stratagemma che gli valse l’epiteto di Guiscardo.
E’ probabile che in  questo periodo venne eretta la torre circolare posta al centro della cittadella al fine di rendere più saldo l’avamposto a guardia dell’alta valle dell’Esaro.
Fra i primi castellani ci fu il normanno Roberto detto Scalone, ossia il figlio di Roberto il Guiscardo e della principessa longobarda Sikelgaita, che si sottoscrisse nel 1083 conte di Malvito. Durante la prima età sveva risulta castellano Mauro de Mira, su incarico dell’abate Goffredo di Montecassino cui il feudo era stato assegnato da Enrico VI.
In seguito il sito fu oggetto di un violento scontro tra i ribelli filo normanni legati alla regina Costanza ed i cavalieri svevi guidati da Federico Hohenstadt, il quale dopo essersene impadronito scacciandone il De Mira, ne fu tolto da Anfuso di Roto, conte di Tropea, prima di rientrarvi nuovamente grazie ad un inganno.
Non è noto se il castello fu oggetto, secondo la legge de reparatione castrorum (1230-1231), di interventi a cura dell’amministrazione imperiale, sebbene l’importanza del sito e l’impianto architettonico lo lascino intuire. In età angioina il castello subì probabilmente delle modifiche come attesta la notizia di un “arco alla francese” posto all’ingresso ma ormai perso, del quale si fa menzione in una descrizione del 1775.
Non ci sono pervenuti accorgimenti tipici tali da supporre trasformazioni del periodo aragonese anche se un apprezzo del 1675 descrive il torrione centrale con “meruli grandi dei quali esempi in Castelnuovo di Napoli ed in Calabria”. Una cappella, dedicata forse a S. Nicola, è probabile vada individuata nella zona a nord-est del castello, come attesta un documento del XVII secolo da cui è rilevabile anche la funzione aggregatrice svolta ancora dal castello in questa fase.
Il castello fu a lungo usato come ricovero per animali durante la fase bassomedievale ed infine adattato ad abitazione dal suo ultimo proprietario il “barone” La Costa, i cui eredi ne curarono la cessione al comune nel 1983.

Aspetti Architettonici, artistici ed archeologici

Il castello presenta un impianto quadrilatero di tipo trapezoidale, difeso agli spigoli da quattro torri (attualmente ne rimangono solo tre), di cui due esposte a nord di forma cilindrica (B-C) ed una quadrata a sud (A),  circondate su tre lati da un fossato ora del tutto appianato. La cinta difensiva (E), in cui è possibile leggere varie fasi di costruzione, presenta un andamento regolare rettilineo che segue la morfologia del terreno. All’interno è il torrione cilindrico (h m 17, spessore muri  m 3)  in cui si svolge una scala “ad elica” molto stretta che comunica con i tre piani e con la terrazza di copertura, a cui si accede mediante la scala esterna in muratura impostata su archi rampanti addossata alle mura del castello e collegata con la torre attraverso un ponte in legno (un tempo mobile). La torre, con astraco a cielo e parapetti e merloni che in un apprezzo del 1775 risultavano già distrutti, è composta da tre stanze, adibite a carcere durante l’età vice -regnale. In essa per dar luce ai suoi ambienti sono praticate varie aperture, sotto una delle quali era un’epigrafe incisa ed uno stemma dei Sanseverino. Una seconda entrata si trova in corrispondenza del pianterreno.
Nella parte meridionale del castello sono sistemati alcuni ambienti ed i locali adibiti a magazzini, di cui, oltre alle mura perimetrali, esistono soltanto parte dei muri diroccati verticali. All’esterno sono ancora visibili i grossi fori che ospitavano le travi dei solai di altri magazzini.

Monumenti e Musei da visitare

• Centro storico
• Parco naturale Pantano della Giumenta (750 metri di quota s.l.m.)
• Parco archeologico di Pauciuri (v, scheda 7 parchi).

Ente Gestore:
Comune di Malvito

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Informazioni Utili

Apertura: su prenotazione
Biglietto ingresso: gratuito
Visite guidate: su prenotazione con guide regionali
Servizi Didattici e Laboratori: no

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