STORIA E COLLEZIONI DEL MUSEO:
Situato nel Complesso Monumentale di San Domenico, un antico convento del XVI secolo, Il Museo Archeologico Lametino nasce con l’obiettivo di custodire e valorizzare il ricco patrimonio archeologico della piana lametina. Inaugurato nel 2010, il museo raccoglie reperti provenienti da scavi, ritrovamenti locali e collezioni private, raccontando la storia del territorio dalla preistoria al medioevo.
PERCORSO ESPOSITIVO:
Il museo si articola in tre sezioni principali: Preistorica, Classica e Medievale.
La sezione Preistorica documenta la presenza umana dalla fase del Paleolitico Inferiore fino all’età del Bronzo Medio, esponendo strumenti in pietra, frammenti ceramici e resti ossei. Tra i reperti più significativi spicca il nucleo di choppers proveniente da Casella di Maida, riconosciuta come la stazione preistorica più antica della Calabria. Di notevole interesse sono anche i frammenti ceramici neolitici provenienti dalla piana di Curinga, caratterizzati da motivi decorativi impressi con grande varietà. All’interno della sezione è presente un laboratorio di archeologia sperimentale con la ricostruzione a grandezza naturale di una fornace per la cottura di vasi neolitici.
La sezione Classica è organizzata in due sale. La prima illustra la frequentazione greca più antica della piana lametina e la successiva fondazione di Terina, subcolonia dei Crotoniati, individuata nell’area di Sant’Eufemia Vetere. Tra i reperti di rilievo vi sono il tesoretto di Acquafredda (530 a.C.), costituito da 55 stateri incusi della zecca di Sibari e un frammento di tabella testamentaria in bronzo di Iardini di Renda, che testimoniano l’esistenza di un centro greco ben organizzato.
Inoltre alcuni reperti di particolare pregio, tra cui materiali funerari di alto status e terracotte votive, riflettono la diversificazione sociale e simbolica dell’insediamento greco. e l’esistenza di élite culturale all’interno di Terina.
La seconda sala raccoglie materiali ellenistici e romani: frammenti di ceramica a vernice nera, terrecotte votive, pesi da telaio e oggetti architettonici provenienti da abitati e villae della zona, tra cui spicca una statua muliebre in marmo (II-I sec. a.C.) e vari rinvenimenti provenienti da ville, che offrono una visione chiara delle trasformazioni socio economiche, artistiche e insediative che interessarono la piana lametina a partire dal I secolo a.C..
La sezione Medievale ospita reperti dall’età bizantina fino al XVIII secolo, provenienti da chiese, abbazie e castelli del territorio. Tra gli oggetti più significativi vi sono frammenti di ceramiche invetriate policrome (XIII-XIV sec.), maioliche di importazione dall’Italia centro-settentrionale (XVI-XVII sec.) e un cannone da bombarda con proiettili proveniente dal Castello di Nicastro.
I reperti provengono da contesti stratigrafici e monumentali quali la chiesetta dei SS. Quaranta Martiri (Terme di Caronte), che ha restituito materiali di epoca altomedievale, e il sito dell’Abbazia benedettina di S. Maria di S. Eufemia, con elementi architettonici in marmo, frammenti di affresco e pavimentazioni coeve ai periodi normanno e post-normanno.
Molto interessanti e utili da punto di vista didattico sono le ricostruzioni di archeologia sperimentale realizzate dal maestro Rocco Purri relativamente ad un forno neolitico per la riproduzione di ceramiche d’impasto decorate a linee incise e di una collezione di ceramiche invetriate e dipinte di di epoca medievale.
MUSEO DIOCESANO DI LAMEZIA TERME:
Inaugurato nel 1998, il museo è collocato al primo piano del Palazzo del Seminario Vescovile sito nel centro storico di Nicastro. Esso è nato per custodire, valorizzare e raccontare il ricco patrimonio artistico e liturgico della Diocesi di Lamezia Terme, raccogliendo opere provenienti dalle antiche diocesi di Nicastro e Martirano.
L’allestimento è strutturato in sette sezioni che coprono un arco cronologico dal XII al XX secolo, con opere di grande valore storico e artistico realizzate da maestri meridionali e locali.
Tra i materiali esposti figurano paramenti sacri, oggetti liturgici in argento, dipinti, sculture e manufatti preziosi, che raccontano l’evoluzione della devozione e delle arti sacre nella regione.
Tra i pezzi più significativi si segnalano:
• un cofanetto in legno e avorio dipinto di fattura arabo sicula (XII sec.);
• braccia reliquiari di Santo Stefano e San Giovanni (XV sec.) provenienti dall’antica Abbazia di Sant’Eufemia;
• una statua in marmo della Madonna delle Grazie, attribuita a Domenico Gagini (XV sec.);
• dipinti di artisti locali tra cui Francesco Colelli (XVIII sec.);
• preziosi paramenti liturgici e suppellettili sacre testimonianza della ricca tradizione artigianale ecclesiastica del territorio.
Il museo non solo conserva opere d’arte, ma offre uno sguardo approfondito sulla storia religiosa e culturale della diocesi lametina, rappresentando una tappa fondamentale per chi desidera approfondire l’arte sacra e la storia ecclesiastica della Calabria centrale.
Monumenti e Musei da visitare
• Museo Diocesano di Lamezia Terme
• Castello normanno-svevo
• Centro storico
• Cattedrale San Pietro e Paolo
• Parco Botanico
Ente Gestore: Museo archeologico lametino
Responsabile, Simona Bruni
Indirizzo:
via San Domenico, 88046 Lamezia Terme (CZ)
Contatti:
Mail: drm-cal.lametino@cultura.gov.it
Tel.: 39 3351732323




