Storia e Collezione del Museo:
Il Museo Nazionale di Reggio Calabria, uno dei due grandi Musei autonomi della regione assieme al Museo di Crotone e Sibari, ospita una delle collezioni più grandi ed importanti per lo studio della Magna Grecia.
Il primo nucleo di collezione di reperti si formò già nel 1882, uno dei più antichi della Calabria, con la collezione del Museo Civico di Reggio Calabria, ospitato nei locali della biblioteca cittadina. Con il terremoto del 1908 il museo subì gravi danni e la sua costruzione, nella sede che ancora oggi ospita le collezioni, venne realizzata a partire dal 1931 con un progetto del notissimo architetto Marcello Piacentini. L’edificio venne ultimato nel 1942 e fu già allora uno dei più all’avanguardia del suo tempo; nei sotterranei vennero concepiti anche spazi per la musealizzazione di alcune sepolture della necropoli ellenistica di Reghion che si estendeva in tutto il settore settentrionale del centro dell’attuale città di Reggio Calabria.
Nella seconda decade del nostro secolo un importante opera di restauro e riallestimento ha definitivamente rilanciato e aggiornato il Museo reggino. E’stata creata un’ampia corte interna coperta, dedicata all’archeologo roveretano Paolo Orsi e coperta da un’area ristoro e conferenze collocata sul tetto dell’edificio, la dove, nel progetto iniziale si trovavano gli appartamenti del Soprintendente.
Il nuovo allestimento delle collezioni archeologiche ha portato ad una parziale dislocazione delle collezioni presso i musei nei siti di pertinenza, ciò ha permesso di alleggerire molto le collezioni del museo reggino concentrandole su una panoramica generale dell’archeologia regionale dalla preistoria e protostoria al tardo antico, e su una serie di reperti unici nel loro genere, su tutti le bellissime statue dei Bronzi di Riace.
L’esposizione è divisa in cinque livelli espositivi, dislocati su tre piani e in oltre 200 vetrine.
– Il primo livello (livello A), collocato al secondo piano è suddiviso in un percorso di nove sale dedicate ai principali contesti preistorici e protostorici della Calabria.
Si parte con le collezioni litiche provenienti da tutti i contesti regionali e dalle riproduzioni di graffiti su roccia provenienti da contesti molto noti come quelli delle grotte di S. Angelo a Cassano (Cs). Di particolare rilevanza per l’età del Bronzo il reperto di idoletto cicladico rinvenuto a Punta Zambrone e i reperti provenienti da Broglio di Trebisacce, il contesto archeologico esplorato da R. Peroni negli anni ’90 del XX secolo. Per l’età del Ferro, tra gli altri, hanno grande rilievo i contesti esplorati da Paolo Orsi ed in particolare Torre Galli sul Tirreno e le necropoli di Canale e Janchina, nei pressi di Locri, sulla costa ionica.
– Il livello B, al piano ammezzato, è diviso in 12 sale ed espone i reperti provenienti dalle principali colonie greche di Calabria: Crotone, Sibari-Thurii, Kaulonia, Locri, Medma, Hipponion e Francavilla Marittima.
Tra i reperti più significativi di questo livello ci sono certamente le 39 tabelle bronzee provenienti dal santuario locrese di Zeus presso “Casa Marafioti” (IV sec. a.C.); una selezione dei pinakes, delle tavolette figuline votive offerte al santuario di Persefoe alla Mannella di Locri (V sec. a.C.); I resti dei templi monumentali di Kaulonia e di Cirò Marina, con il celebre acrolito marmoreo di Apollo (IV sec. a.C.); gli ex voto di artigianato figulino da Medma e Hipponion e, nell’ultima sala, i rinvenimenti dal santuario arcaico di località Imbelli di Amantea. È questo il livello dedicato alla ricerca archeologica delle colonie magnogreche; cominciata da Paolo Orsi ai primi del ‘900, quando vennero portati in luce ed esplorati i principali monumenti delle fondazioni greche di Calabria, quelle di prima generazione, tra l’VIII e il VII sec. a.C., e quelle di seconda generazione, tra VII e VI sec. a.C.
– Il Livello C si trova al primo piano ed è articolato in 10 sale. In questo settore prosegue l’esposizione delle colonie magnogreche e si apre tematicamente al mondo italico, con i reperti più significativida siti come Taureana, Contrada Mella e Castellace. Di particolare pregio un emblema musivopolicromo rinvenuto a Taureana pochi decenni orsono e rappresentante una scena di caccia sulmodello delle grandi tombe macedoni (II sec. a.C.).
I rinvenimenti di questo settore descrivono la realtà degli italici grecizzati che dovettero popolare la Calabria meridionale tra il IV sec. a.C. e il II sec. a.C., ovvero fino alla romanizzazione. Queste popolazioni, come quella dei Taureani di cui sono esposti bolli laterizi riportanti l’etnonimo, trovarono proprio in età ellenistica le condizioni ideali per emergere politicamente e imporre la propria supremazia territoriale alle poleis greche, fortemente indebolite da decenni di contrasti.
– Il Livello D, al piano terra, è dedicato all’archeologia di Reghion- Rhegium. Si parte dai contesti più importanti per l’età del Ferro e l’età arcaica, come Occhio di Pellaro, fino ad arrivare alla conoscenza dei più noti siti urbani della città greca di Reghion, come le mura ghreche sul lungomare, il santuario di località Griso-Laboccetta, le necropoli ellenistiche e romane, ecc. La collezione è completata con i ritrovamenti della Rregium romana, dalle anfore commerciali indizio di grande attività dello scalo portuale su scala mediterranea, fino a bellissimi pavimenti musivi delle ricche residenze.
Museo Nazionale di Reggio Calabria: sezione romana
– L’ultima sezione del museo è dedicata ai monumenti della grande statuaria magnogreca sia in marmo che in bronzo. Sono qui esposti (piano terra e piano semi interrato) il noto kouros in marmo, rappresentante probabilmente Apollo e datato alla fine del VI sec. a.C., rinvenuto sul lungomare cttadino, nei pressi della stazione lido.
Di grande pregio sono anche le statue che decoravano gli edifici templari di Locri Epizefiri, come i bellissimi Dioscuri marmorei e l’acroterio del tempio di Casa Marafioti (IV sec. a.C.). queste statue marmoree furono scoperte durantegli scavi effettuati nella seconda decade del ‘900 da Paolo Orsi.
La ricostruzione dell timpano del tempio locrese di Marasà, con le due statue dei dioscuri ai lati di una figura femminile panneggiata centrale, desta ancora oggi perplessità tra gli addetti ai lavori, ma viene giustificata dal fatto che la gran parte degli studosi ritiene il tempio ionico di contrada Marasà a Locri dedicato alla dea Afrodite.
La statua di cavaliere sorretto da un tritone proveniente dal tempio di Casa Marafioti era invece una decorazione acroteriale, ovvero doveva essere collocata sulla sommità del timpano del tempio che doveva essere dedicato a Zeus.
Infine, dopo un ambiente di decontaminazione, si accede alla grande sala dove sono esposti i Bronzi di Riace (V sec. a.C.), originali greci e capolavori della bronzistica greca. Nella stessa sala dei bronzi si trovano altre due teste bronzee (testa del filosofo e dell’atleta) provenienti dal relitto di Porticello, recuperate sui fondali dello stretto di Messina.
I due bronzi di Riace, rinvenuti nel 1972, nelle acque antistanti il comune reggino del litorale ionico, sono per molti versi un vero e proprio enigma dell’archeologia contemporanea. Non è chiaro infatti se le due statue, originali greci attribuiti ad una scuola di bronzisti argiva, fossero parte del carico di una nave o se si trovassero alloggiate in un edificio collocato lungo la costa ionica reggina. L’attribuzione più certa è quella che li vede rappresentare Tideo e Anfiarao, due eroi presi dalla saga dei Sette contro Tebe. Di sicuro le recenti indagini hanno chiarito le modalità costruttive, avvenute attraverso l’aggregazione di parti diverse, fuse distintamente, e il fatto che il braccio destro del bronzo B sia stato rifuso e “restaurato” in età romana.
Completano le collezioni archeologiche del museo reggino anche le sale dedicate alle collezioni numismatiche, con monete provenienti da tutti i contesti magnogreci calabresi, e i reperti rinvenuti in una serie di edifici medievali nel territorio reggino, come due bellissimi frammenti di balaustra in marmo dalla chiesa di S. Maria di Terreti.
Il Museo Nazionale di Reggio Calabria, nell’ultimo riallestimento ha reso accessibili anche gli ambienti sotterranei ed i magazzini; in questi spazi, così come nel grande atrio all’ingresso dedicato a Paolo Orsi, vengono periodicamente realizzati eventi culturali e allestite mostre tematiche temporanee.
Monumenti e Musei da visitare
1. Castello Aragonese
2. Ipogei di Piazza Italia
3. Mura Greche e Terme Romane
4. Museo Diocesano di Reggio Calabria
5. Duomo di Reggio Calabria (Cattedrale di Maria SS. Assunta)
6. Chiesa degli Ottimati
7. Santuario di Sant’Antonio da Padova
8. Lungomare Falcomatà
Ente Gestore:
Museo Nazionale autonomo
Contatti:
Mail: tour@coopculture.it
Tel.: +39 0965617612




