Descrizione geografica:
L’area archeologica del Parco di Archeoderi di Bova Marina si trova lungo la costa ionica alla estremità meridionale della penisola, nei pressi della valle del torrente San Paquale in un’area densamente frequentata sin dalla preistoria.
Datazione:
DATAZIONE:
– frequentazione di età neolitica (mil. III a. C.)
– frequentazione di età eneolitica e del bronzo (mil. II a. C.)
– frequentazione di età protostorica (sec. IX-VIII a. C.)
– frequentazione di età greca (sec. VII – III a. C.)
– villa romana di età imperiale (sec. II a,C. – II d. C.)
– villaggio – statio della via costiera di età romana e tardoantica (sec. II – VI d. C.)
Dati storici:
In età preistorica l’area compresa tra la costa e la valle del torrente San Paquale fu abitata da gruppi umani di genti neolitiche cui si riferiscono insediamenti situati lungo la costa, in posizione sopraelevata e protetti da difese naturali dove sono stati indagati resti di grandi focolari con pietre poste in cerchio, intorno ai quali si disponevano i membri di piccole comunità locali (siti di: Canturatta, Umbro e Penitenzeria). I reperti rinvenuti attestano la pratica dell’agricoltura e dell’allevamento di mucche, capre, pecore e maiali. Il rinvenimento di ossidiana testimonia i contatti frequenti con le isole Eolie e con la Sicilia.
Riguardo l’età del Rame e l’antica età del Bronzo, circa 4.000 anni fa, le stesse aree accolsero
gruppi umani che vivevano in capanne di terra e paglia sulle colline di Umbro e Apambelo
Tali frequentazioni di genti indigene continuarono in età protostorica nei siti di Umbro, Pisciotta e Limaca con resti di capanne, pavimentazioni e ceramiche fino all’arrivo dei greci di Reggio e Locri rappresentando quest’area un luogo di transito obbligato e importante lungo le rotte che circumnavigavano la penisola italica.
In età greca l’area di Bova marina faceva parte del territorio della colonia calcidese di Rhegion,
di cui rappresentava il confine con la vicina polis di Locri Epizephiri: Di questo periodo sono importanti resti ceramici rinvenuti nelle zone collinari ed una struttura fortificata in zona San Salvatore, cui erano collegate una serie di fattorie (loc. Umbro) e piccoli villaggi come loc. Mazza,
che avevano la funzione di difendere il territorio (chora) della polis di Rhegion dalla minaccia Locrese.
L’area di Bova Marina prosperò anche in età romana grazie ai commerci, alle attività artigianali della ceramica e alla sua posizione strategica lungo la via costiera all’estremità meridionale della penisola nelle pianure di Amigdalà e San Pasquale.
Durante l’età romana imperiale una grande villa sorse in quest’area per lo sfruttamento delle risorse agricole ed i commerci che si svolgevano tramite un piccolo approdo portuale. Altre scoperte effettuate nel territorio attestano la presenza di un sistema di ville ed edifici pertinenti ad un piccolo centro (forse l’antica Delia) oppure una statio identificabile con la Scyle della Tabula Peutingeriana, posta lungo la via pubblica con agglomerati produttivi collegati ad un sistema di vici (centri fortificati) basati sul latifondo. Tale ipotesi trova conferma in un cippo miliario del sec. IV d.C. che reca incise in due zone opposte le indicazioni stradali sotto i due imperatori Massenzio (306-312 d.C.) e Valentiniano-Valente (367-375).
Molto importante è risultata la scoperta di un quartiere ebraico di età tardo-romana posto nell’area precedentemente occupata da una villa.
L’intero sito fu distrutto da un violento incendio durante un’incursione dei Longobardi avvenuta intorno al 590 d.C. con il conseguente abbandono dell’area da parte dei sopravvissuti che si spostarono nei siti dell’entroterra, dove la tradizione ellenica si amalgamò con l’influenza bizantina e le eredità romane. Questa fusione diede vita a una cultura ricca e articolata, che avrebbe continuato a evolversi nei secoli successivi, lasciando un’impronta indelebile nella storia della regione e nel patrimonio culturale italiano.
Aspetti Architettonici, artistici ed archeologici
Le evidenze archeologiche presenti nel Parco di Archeoderi di Bova Marina documentano i resti di una importante villa di età romana imperiale dotata di terme con mosaici policromi, aree residenziali e ambienti produttivi di cui purtroppo restano solo le tracce dei muri di fondazione ed alcune vasche utilizzate nelle zone artigianali.
Riguardo la scoperta di un quartiere ebraico di età tardo-romana gli scavi hanno evidenziato un’intensa attività economica della comunità ebraica collegata a produzioni di tipo alimentare e soprattutto la presenza di un luogo di culto o sinagoga composto da un’aula quadrangolare, preceduta da un cortile ed affiancata da piccoli ambienti di servizio. Significativi della ricchezza raggiunta dagli abitanti sono i mosaici pavimentali presenti nell’aula di preghiera della sinagoga costituiti da una ghirlanda floreale che circonda riquadri di medaglioni di alloro che incorniciano motivi decorativi e la menorah, cioè il candelabro a sette bracci simbolo della religione ebraica.
Alcuni restauri eseguiti nel VI secolo portarono alla monumentalizzazione dell’altare della Sinagoga arricchito da un’abside e da un mosaico con il nodo di re Salomone
Monumenti e Musei da visitare
Santuario della Madonna del Mare
Ente Gestore:
Direzione Regionale Musei Calabria
Contatti:
drm-cal.archeoderi@cultura.gov.it
Tel.: 334.6561714 1398




