Descrizione geografica:
Il sito è posto a circa 300 mt dal mare su un’area vasta in contrada Palazzi, lungo la Strada Statale 106 Ionica.
Datazione:
Gli scavi hanno permesso di scoprire alcuni frammenti relativi a una frequentazione dell’area di età greca, nel V secolo a.C., quando in questo settore doveva sorgere un santuario probabilmente dedicato a Persefone. Ne sono evidenza due capitelli dorici e alcuni frammenti di pinax (tavoletta votiva) reimpiegati nei paramenti delle strutture romane.
La fase della presenza di una villa è da collocare tra la tarda età repubblicana (I secolo a.C.), quando ormai i Bruttii erano una provincia sotto il controllo di Roma. In questa fase comincia a consolidarsi la diffusione del latifondo, ovvero di grandi appezzamenti terrieri utilizzati in vario modo (coltivazioni, allevamenti, terre incolte per la caccia) proprietà probabilmente di una ricca aristocrazia proveniente da fuori regione. L’uso della villa con ulteriori ampliamenti si stende fino al sec IV d.C., dopo di che la villa venne abbandonata anche se esistono testimonianze archeologiche che documentano frequentazioni sporadiche avvenute nell’area fino al VI secolo.
Aspetti Architettonici, artistici ed archeologici
La villa romana di località Palazzi di Casignana fu nota alla Soprintendenza già nella seconda metà del secolo scorso; la sua riscoperta è avvenuta in seguito ad una serie di interventi di scavo effettuati negli ultimi decenni del secolo scorso.
Ad oggi è visibile e visitabile una superficie che corrisponde grosso modo al 30 % dell’estensione complessiva della villa; si tratta di gran parte della pars dominicia o urbana, ovvero degli ambienti di rappresentanza, dove il proprietario aveva gli ambienti relativi alla sua dimora e alla rappresentanza.
Il resto della villa doveva estendersi verso l’interno, nell’area pedecollinare che oggi è ancora recintata e compresa nel parco archeologico.
Non sappiamo quale era il nome del proprietario della villa di Casignana perché non sono pervenute a noi testimonianze epigrafiche come bolli d’anfora che avrebbero potuto fare chiarezza. Per tutta l’età imperiale la villa fu il centro amministrativo e politico di tutto il comprensorio; nel IV secolo d.C. venne monumentalizzato anche il fronte a mare, che oggi si trova a est della ss. 106. Vennero edificate due grandi torri che rinforzarono tutto il corpo di fabbrica affacciato direttamente sull’acqua, dato che la costa era arretrata di alcune decine di metri rispetto ad oggi.
L’ingresso della visita alla villa è collocato nei pressi di quello che era uno dei grandi quadriportici parte dei giardini della residenza del dominus.
Una struttura con vasche in cocciopesto che delimita oggi gli scavi verso ovest era una monumentale fontana che, con i suoi decori e giochi d’acqua, doveva decorare il settore compreso tra l’area termale e i giardini.
La visita prosegue entrando, attraverso una passerella, in quelli che erano gli ambienti delle terme; sono qui visibili le latrine e gli ambienti del calidarium (stanze riscaldate), del tepidarium (stanze tiepide) e del frigidarium (stanze fredde). I romani ritenevano che un passaggio tra questi ambienti, tra caldo e freddo, potesse essere salutare e risanare dai malanni. Tra gli ambienti delle terme, nei pressi del calidarium, sono di particolare rilievo una sala ottagona, le latrine e una sala mosaicata con motivi animati e vegetali.
Anche un piccolo ambiente distilo in antis si doveva aprire scenicamente verso un secondo giardino porticato aperto verso est, in direzione del mare e del corpo della villa che si apriva scenicamente sulla costa.
Oltrepassato il sottopassaggio della ss 106 ci troviamo nell’area degli ambienti più lussuosi della villa, con una serie di sale la cui principale e più grande è in posizione centrale, che si aprivano scenicamente sul mare, che in antico doveva lambire le strutture della villa.
Si tratta molto probabilmente della sala da banchetto principale contornata da altri ambienti di rappresentanza e da ambienti di servizio. La sala principale è decorata con un prestigioso mosaico policromo richiamante il tema delle stagioni (sala detta della 4 stagioni), rese attraverso imagines clipeate relative ai numi tutelari dei differenti periodi dell’anno.
Nella restante parte del parco archeologico non ancora indagato ma compreso nella recinzione collocata dalla Soprintendenza, si trovano probabilmente tutti gli ambienti della pars fructuaria ovvero delle zone produttive della villa che doveva pure avere la possibilità di sfruttare un piccolo scalo navale per i traffici commerciali, probabilmente collocato nei pressi della vicina foce della fiumara Bonamico (più a nord).
Monumenti e Musei da visitare
Borgo storico di Casignana
Ente Gestore:
Comune di Casignana (RC)
Contatti:
protocollo@casignana.rc.it
Tel.: . 0964957007




