Descrizione geografica:
Il sito è posto sul colle di S. Bartolo che costituisce l’estrema propaggine del sistema collinare posto tra i corsi dei fiumi Lao e Abatemarco con versanti ripidi degradanti verso il mare Tirreno.
Datazione:
– Frequentazione di età Protostorica (secc. XI-VIII a.C.)
– Insediamento di età classica relativo alla colonia di Laos (territorio)
– Città fortificata di età italico-ellenistica (secc. IV-II a.C.)
– Insediamenti agricoli di età romana e tardoantica
Dati storici:
Erodoto, storico greco del VI sec. a.C. ricorda come gli abitanti di Sibari, scampati alla distruzione della loro città, andarono ad insediarsi in due colonie fondate sul mar Tirreno, Laos e Skydros.
Le ricerche nel Parco archeologico di Laos – Marcellina hanno evidenziato una frequentazione dell’area a partire dal VI sec. a.C dovuta alla presenza di genti italiche in contatto con le vie del commercio greco con presenza di prodotti quali ceramica corinzia e coppe ioniche a fasce.
È probabile che in questa fase vi fosse già la presenza di una sub-colonia di Sibari o di un emporion commerciale in cui le popolazioni italiche entrarono in contatto con quelle greche.
Con la distruzione di Sibari avvenuta nel 510 a.C. il sito di Marcellina venne occupato da nuovi gruppi di Greci (ex Sibariti) dando al centro di Laos ed al territorio l’aspetto e le caratteristiche di una colonia greca. A questo periodo si data la coniazione della moneta di Laos con il toro dalla faccia umana.
Nel 389 a.C. il territorio di Laos fu teatro di una aspra battaglia tra Italici e la lega dei Greci d’Italia (Italioti) con la relativa conquista da parte della popolazione italica dei Lucani che ne fanno un centro di primaria importanza con diverse ville-fattorie agricole ed estesi territori che dipendono dalla città. Riguardo a ciò Strabone (storico greco vissuto in età romana augustea), ricorda (VI, 1, 1) che il fiume Lao segnava il confine tra la Lucania e il Bruzio, e che l’omonima città di Laos era la più meridionale di quelle lucane. E’ probabile, comunque che il sito della città greca di Laos fosse distinto da quello dove poi fu costruito il centro italico del sec. IV a.C. come dimostrano i recenti scavi di Laino.
Il sistema economico del territorio sembra entrare in crisi tra II e III sec. d.C., quando i numerosi complessi residenziali, anche con funzioni produttive, perdono la propria funzione e piano piano vengono abbandonati.
Aspetti Architettonici, artistici ed archeologici
Il quadro urbanistico del sito di Marcellina evidenzia un ampio circuito lungo circa 3 km che segue un andamento basato sulla morfologia delle colline su cui si estende il sito. Le ricerche non hanno ancora evidenziato la presenza di porte o di torri lungo il circuito murario.
Le mura, di cui sono state individuate due fasi di costruzione, presentano una cortina semplice, costituita da scaglie di pietra nera ed un riempimento interno (émplecton) di ciottoli, legati attraverso alcune briglie lunghe 3,50 m; altri, invece, presentano una doppia cortina costituita da blocchi parallelepipedi di arenaria di colore bruno-grigio.
Il sito di Laos presenta un impianto urbano di tipo ippodameo con una strada principale e larga (plateia) con andamento nord-sud (largh m. 12,60) ridotta poi a 5 m attraverso l’aggiunta di due marciapiedi porticati.
Essa risulta incrociata ortogonalmente ogni 96 metri da strade secondarie Est-Ovest, ampie circa 4,80/5 m. affiancate da edifici e dotate di sistemi di scolo delle acque piovane e delle fogne. Le strade presentano un battuto di terra rivestito da un fine acciottolato oppure da ceramica e laterizi.
Le ricerche non hanno ancora evidenziato la disposizione delle aree sacre e di quelle pubbliche all’interno dell’area urbana.
Le case sono ampie del tipo italico con cortile scoperto interno su cui si aprono i vani di abitazione. Tra gli edifici più rilevanti troviamo:
– la “casa della fornace” detta così per la presenza di una produzione di vasi;
– la “casa della zecca” dove sono state trovate i resti di coniazione di monete;
– la casa “della rampa” di particolare pregio per la presenza di decorazioni esterne a protome sileniche e di una rampa di accesso ad un vestibolo;
– un edificio con cortile con due blocchi abitativi posto lungo la plateia;
Quasi tutti gli edifici presentano impianti idraulici costituiti da sistemi di raccolta, utilizzo e smistamento delle acque piovane tramite tubuli in terracotta saldati, spesso convogliate anche in pithoi posti agli angoli delle corti a raccogliere lo sgrondo dei tetti.
Le tecniche murarie utilizzate presentano:
– case con zoccolatura in pietra e alzato in mattoni crudi;
– cinta muraria a cortina semplice costituita da scaglie di pietra nera ed un riempimento interno (émplecton) di ciottoli, un’altra fase o tipologia presenta una doppia cortina costituita da blocchi parallelepipedi di arenaria di colore bruno-grigio, posti di taglio, e paramento esterno con tecnica a scacchiera, con grandi blocchi quadrangolari alternati a specchiature in blocchetti di calcare scuro.
Poco distante dall’area dell’abitato di Laos si segnala, nei pressi della Stazione Ferroviaria di Marcellina, il rinvenimento di una tomba a camera. L’importante sepoltura presentava una forma quadrangolare (3,60×3,30×2,50 m) in blocchi parallelepipedi di calcare con ingresso sul lato occidentale. La tomba, databile al 330-320 a.C., presentava due deposizioni di una coppia di alto rango sociale con un ricco corredo (armi, corazza, elmo, schinieri, cinturone, di lancia, giavellotto, strigili, speroni, diadema aureo e corredo per simposio. La figura femminile presentava un corredo costituito da: specchio in bronzo, vaghi in pasta vitrea, aghi in osso, oltre a reperti della sfera nuziale.
Monumenti e Musei da visitare
• Centro storico con le strette viuzze e le caratteristiche torri (Torre di Sant’Andrea, oggi parzialmente crollata, e Torre Nocito, sede della Biblioteca Comunale);
• Borgo e castello dell’Abatemarco o di San Michele (via Cedriere, SP 9), antico fortilizio, di origine bizantina (IX-X sec.), situato lungo il corso del Fiume Abatemarco a poca distanza dal Parco archeologico di Lao e dal Centro storico di Santa Maria. Nell’area archeologica è possibile visitare la Chiesa di San Michele, i resti delle abitazioni che costituivano il borgo e, in alto, le strutture del Castello (XI-XVII secolo).
• Palazzo Marino o Carcere dell’Impresa (via Imprese 52) è un’antica costruzione risalente, nel suo nucleo originario, al XV secolo. La sua funzione, nel corso dei secoli, è stata quella di azienda agricola come risulta anche in alcuni documenti d’archivio risalenti al 1700. Indagini archeologiche hanno consentito di scoprire che nell’area, oggi occupata dalle strutture del complesso architettonico, esistevano elementi risalenti ad epoca romana. La struttura ospita il Museo del Cedro.
• Ruderi della Chiesa di Sant’Andrea risalente al XII secolo.
Ente Gestore: Comune Santa Maria del Cedro
Contatti:
sabap-cal.scalea@cultura.gov.it
Tel.: 0985 920069 – 09855453




