Descrizione geografica:
Il sito è posto nel settore sud-occidentale della piana di Sibari ai margini settentrionali di un’ampia struttura pianeggiante e terrazzata d’origine marina denominata Stragolia grande che domina la vasta piana alluvionale determinata dalla confluenza nel Coscile dei torrenti Esaro, Garga ed Eiano.
Datazione:
– Frequentazione di eta Neolitica (IV millennio a.C.)
– Insediamento fortificato dell’età del Bronzo (secc. XV-IX);
– Importante villaggio fortificato italico dell’età del Ferro (secc. IX-VIII)
– Luogo di culto e sito strategico di controllo della piana della polis di Sibari
– Centro fortificato di età italico-ellenistica (secc. IV-II a.C.)
– Insediamenti agricoli di età romana e tardoantica
– Torre di avvistamento di età medievale (secc. XIII-XV);
Dati storici:
L’insediamento di Torre del Mordillo rappresenta uno dei centri più importanti della Sibaritide, il cui ruolo fondamentale a livello economico, politico e strategico è testimoniato dall’evidenza archeologica per un orizzonte cronologico che corre dal Neolitico all’età medioevale.
L’età Neolitica (inferiore e media) è attestata dal ritrovamento di materiali ceramici riferibili ad un insediamento stabile o ad una stazione di caccia e/o raccolta, sul tipo di quelle di Favella della Corte di Corigliano o di Celimarro di Castrovillari.
Durante le fasi del Bronzo medio, Bronzo Recente, Bronzo Finale (secc. XV – IX a.C.) l’insediamento risulta particolarmente ampio e sviluppato tanto da interessare l’intero pianoro, costituendo quindi per tutto il territorio il centro di irradiazione di una serie di attività politiche ed economiche che ne fanno quel “central place” ipotizzato dal Peroni.
La Prima età del Ferro (secc. IX-VIII a.C.) rappresenta probabilmente il culmine della potenza politica, economica e commerciale raggiunta dal sito di Torre Mordillo. L’insediamento si suppone, in ragione delle inumazioni attestate e dell’estensione dell’area che ha restituito copia di materiali, che dovette essere di una certa ampiezza. La necropoli, scavata nel 1888, ha restituito circa 250 tombe del tipo “a fossa”, contenenti una messe eccezionale di ceramiche, ornamenti, armi ed oggetti vari. Contatti esistono in questo periodo con i centri vicini di Castrovillari, Cozzo Torre di Torano, Bisignano, Castiglione di Paludi e Serra Castello, Cassano e Rossano, verso i quali sussiste una omogeneità di materiali abbastanza evidente, ma anche con l’area del Vallo di Diano, con la Lucania ionica e con l’area costiera tirrenica.
La fine dell’VIII secolo, con l’arrivo dei coloni greci sulle coste dello Ionio, segna per Torre Mordillo l’inizio di una crisi insediativa profonda, legata agli interessi politici ed economici di Sibari di eliminare i centri forti della “confederazione” enotria, procurandosi anche la manodopera servile necessaria alla messa a coltura della fertile piana costiera.
Riguardo all’età greca arcaica e classica (710-510 a.C.) in virtù soprattutto della posizione strategica che il sito occupa, è possibile ipotizzare già dalla prima metà del VII sec. a.C la presenza di un insediamento stabile sotto l’influsso diretto della colonia achea sul tipo degli altri centri che fanno da corona alla piana di Sibari. La presenza greca sul sito è attestata da ceramica protocorinzia e da frammenti di statuette fittili e di terracotte architettoniche riferibili ad un luogo di culto.
La nascita della confederazione Bruzia (356 a.C.) segna per le popolazioni italiche un momento di effettiva ripresa politica ed economica. Numerosi centri sorsero in questo periodo in punti strategicamente importanti dell’area valliva del Crati tra cui vi è il rafforzamento del sito di Torre Mordillo che rappresenta forse uno degli avamposti turini più importanti, sebbene non sia chiaro di chi ne sia stato il controllo. In questa fase l’intero perimetro del pianoro fu cinto da un massiccio muro di fortificazione realizzato a doppia cortina con emplecton in ciottoli di fiume e andamento a cremagliera.
La fine violenta dell’insediamento intorno al 200 a.C., in un periodo di aspri scontri tra Roma e Annibale, appare spiegabile dall’evidenza stratigrafica documentata ed in particolare dal ritrovamento di diverse palle di balista lungo il settore sud-ovest, di cui alcune associate al crollo di ambienti.
Tracce di frequentazione immediatamente successive a questa data lasciano ipotizzare che alcuni ambienti ed edifici proseguano una ridotta attività anche dopo la disattivazione del sistema difensivo. Tra queste anche alcune testimonianze di una frequentazione di età romana imperiale, da attribuire forse ad una villa, provengono dal sito contermine di località Casa Pesce, relativamente ad un’area pavimentata coperta da un crollo di tegole databile al I secolo d.C. L’età altomedievale e medievale è documentata da rinvenimenti sporadici di ceramiche a bande rosse ed a linee incise provenienti da contesti tombali e dalla presenza di una torre di avvistamento a pianta circolare.
Aspetti Architettonici, artistici ed archeologici
Le fasi del Bronzo Medio e del Bronzo Recente risultano documentate da tracce di frequentazione sul pianoro tra cui anche la presenza di muri di sbarramento (bronzo medio) realizzato con pietrame a secco cui si affianca nel bronzo recente (sec. XI a.C.) un terrapieno fortificato del tipo “ad aggere” distrutto da un violento incendio.
La presenza di rapporti socio-politici con il mondo Egeo (Miceneo IIIA, IIIB, IIIC) è attestata da classi di materiali ceramici, la cui manifattura è sia d’importazione, sia attribuibile a botteghe localizzabili nella stessa Sibaritide.
Riguardo al Bronzo Finale (sec. X-IX) resti di abitazioni sono state individuate negli strati successivi all’ abbandono dell’aggere del Bronzo Recente. Trattasi di case di forma non definita con pareti realizzate in argilla e in legno di quercia, la cui distruzione violenta a causa di un incendio ha sigillato i materiali d’uso. La presenza di capanne con pavimento in battuto e forno a campana è attestata dagli scavi in almeno due casi.
Riguardo all’età greca arcaica pochi sono gli elementi urbanistici e architettonici che attestano una frequentazione del sito, sebbene molto sia andato perduto in seguito all’opera di ristrutturazione eseguita nel IV ed in maniera ancora più completa all’inizio del III secolo.
Attestazioni di una frequentazione di età arcaica provengono da resti di strutture sulla sella ovest del pianoro e dalla presenza di un probabile edificio pubblico (tempio?) nell’area centrale del sito. Anche per l’età classica mancano elementi certi in grado di permettere la lettura urbanistica del sito che pure dovette essere ben organizzata e abbastanza diffusa come attestano numerosi frammenti ceramici a vernice nera e varie zone di frammenti. Al di fuori delle pure congetture, comunque, sono importante documento della fine del VI secolo
numerosi frammenti di ceramica a figure nere ed a fasce, di cui alcuni rinvenuti all’interno di strutture, presenti nell’area sud-occidentale del pianoro.
Attestazioni di una frequentazione di età arcaica provengono da resti di strutture sulla sella ovest del pianoro e dalla presenza di un probabile edificio pubblico (tempio ?) nell’area centrale del sito, oltre che da rinvenimenti ceramici protocorinzi e coroplastica.
L’inizio del III sec. a.C. segna l’inizio di un programma di ricostruzione della città, preceduto da un lavoro di terrazzamento e livellamento. In questa fase il sito fu cinto da un muro di fortificazione a doppia cortina con le porte che si aprivano una sul lato NE lungo una via d’accesso naturale (strada vicinale Stragolia Grande) che ancora porta al sito, ed un’altra probabilmente sul lato SO, da cui infatti, si segnalano evidenti tracce di un assedio cui è stata rapportata la fine dell’insediamento di età ellenistica.
Nel settore est è stato indagato un lungo tratto di muro eretto a sbarramento dello sperone più avanzato della collina, qui è stata individuata, all’estremità nord della cortina del muro una torre con pianta ad U costituita da un alto zoccolo in blocchi di conglomerato, ciottoli e tegole su cui poggiano mattoni crudi. Ulteriori tratti della cinta difensiva sono stati individuati lungo il settore NO del pianoro nei pressi della scarpata occidentale
La fortificazione ellenistica ha una notevole estensione svolgendosi lungo tutto il perimetro del terrazzo. Le mura risultano legate al banco di conglomerato tramite riseghe di fondazione dotate di zoccolature e di ampi sostegni lungo il pendio. Il paramento è a doppia cortina con emplecton in ciottoli di fiume e andamento a cremagliera. La larghezza del muro è di circa 3 metri, mentre l’alzato residuo non supera quasi mai il metro. La zona dell’abitato presenta muri realizzati generalmente in conglomerato locale misto a pietrame con l’utilizzo negli interstizi di frammenti di tegole e laterizi. In alcuni casi si nota il reimpiego di grossi blocchi di tufo relativi probabilmente ad edifici di età classica. La larghezza dei muri è di circa 0.45-0.55 m. Le aree pavimentali sono per lo più caratterizzate da battuti o da leggeri ciottolati.
Monumenti e Musei da visitare
Castello di Scribla
Esso è posto su un terrazzo allungato che si eleva nella piana del Crati presso la a confluenza dell’Esaro nel Coscile e occupa un’area di grande rilevanza strategica per essere il punto di incontro di direttrici viarie provenienti da più direzioni (via interna Annia/Popilia, via istmica ionio-tirreno (Thurii – Cerillae).
Datazione:
1. Frequentazione di età pre-protostorica, greca e italica
2. Castrum di età longobarda (sec. IX-XI);
3. Motte di età normanna (secc. XI-XII)
4. Palatium di età sveva (XII – XIII)
5. Palatium di età angioina (XIII-XIV)
6. Casale di età angioina-aragonese
La prima fortificazione è eretta da Guimaro V duca di Salerno presente nella regione con al suo seguito il normanno Guglielmo Braccio di Ferro (1044).
Nel 1050 Roberto il Guiscardo ne fa la base delle sue operazioni nella Calabria settentrionale, costruendovi una torre protetta da un recinto fortificato.
Nel 1064, già abbandonata a causa del clima malarico che vi si respirava, viene ripopolata dai normanni con la deportazione di Saraceni da Bugami in Sicilia.
Nel periodo successivo il feudo di Scribla appartiene alla baronia di Cerchiara di Calabria, cui è confiscata in seguito alla congiura ordita a Capaccio contro Federico II. Questi crea a Scribla un palatium che viene citato poi nelle cedole di età angioina (secc. XIII-XIV), in cui è attestata una intensa frequentazione, come testimoniano i cospicui rinvenimenti monetali. Il fatto che il palatium sia in grado di accogliere il re Carlo I d’Angiò per due volte tra il 1271 ed il 1282 suggerisce l’importanza della posizione lungo un’arteria importante, nonchè la qualità relativa della struttura. L’apparizione nelle Rationes Decimarum di una parrocchia all’inizio del XIV secolo, indica d’altra parte che il casale federiciano si era sviluppato ed ampliato, posto come era al centro degli interessi tra Angioini ed Aragonesi e di direttrici commerciali molto attive. In seguito, a partire forse già dal XV secolo, il sito venne abbandonato .
Lo scavo ha evidenziato la presenza di una cinta trapezoidale che protegge uno spazio centrale ridotto, affiancata, su due lati da fossati secchi trasversali delimitati forse da una palizzata. In un secondo tempo la motte fu rimpiazzata da strutture in pietre (forse una torre). Quindi venne abbandonata in seguito ad una distruzione, per cui il fossato si riempi progressivamente. Ad una data precedente il 1270, periodo in cui il castello è chiamato palatium, va riferita la costruzione della torre residenziale a pianta quadrangolare, ancora parzialmente visibile malgrado lo stato di rovina in cui versa.
La torre è alta 13 metri e larga circa 6 metri, i muri della quale sono spessi m. 1,10. Ad Ovest si vede ancora un frammento di muro di cinta, con una torre di fiancheggiamento larga 6 metri.
Il Museo permanente (didattico) di Torre Mordillo è situato in pieno centro storico del comune di Spezzano Albanese ubicato nel Palazzo Luci. Allestito interamente da video didattici e pannelli illustrativi, si compone di cinque sale ognuna delle quali è pertinente a un periodo storico.
Ente Gestore:
Comune di Spezzano Albanese
Contatti:
info@parcoarcheologicotorredelmordillo.it
Tel.: 0981 953075 – 3397325521




