PARCO ARCHEOLOGICO DI PAUCIURI DI MALVITO (CS)


Descrizione geografica:

Il sito è posto sulla sponda sinistra del fiume Esaro in una vasta pianura nella media fascia dell’area valliva.

Datazione:

– Villa-fattoria di età italico-ellenistica e romana (secc. III a.C. – I d.C.)
– Villa rustica – statio della via pubblica di età romana (secc. I – IV d.C.)
– Villa rustica tardoantica ed altomedievale (secc. V – VII d.C.)
– Necropoli altomedievale (secc. VII – XI d.C.)

Dati storici:

L’insediamento presenta una frequentazione relativa ad una villa-fattoria di età ellenistica prima e romana repubblicana poi, che a partire dall’età imperiale si caratterizza anche come stazione di sosta della via pubblica lungo l’itinerario interno della Capua-Regium in connessione con la via istmica ionio-tirreno.
La villa presenta strutture produttive e di accoglienza che ne determinano un ruolo importante nell’economia del territorio, caratterizzato dalla presenza di fattorie agricole per la produzione di olio e di vino ed attività produttive artigianali della ceramica. Tale carattere produttivo della villa è documentato sia dagli spazi di immagazzinamento che dalla presenza grandi vasi (dolia) interrati rinvenuti nel settore orientale.
A partire dal sec. I a.C. il complesso assunse le caratteristiche di una grande villa extraurbana, dotata di un’ampia corte rettangolare (circa m 27 x 17) e chiusa da portici decorati da intonaci dipinti e sostenuti da colonne in elementi laterizi, di cui lo scavo ha portato in luce alcune basi.
Nel sec. II d.C. il complesso fu fornito di un importante settore termale posto nel settore orientale occupato in precedenza dai magazzini, mentre un secondo gruppo di ambienti termali fu realizzato nella zona nord-ovest dell’abitato. Entrambi comunque furono interessati da diversi interventi di restauro e manutenzione con relative trasformazioni degli spazi d’uso.
Nella fase tardoantica vi è una riduzione dell’area abitativa che comunque mantiene probabilmente il suo ruolo di vicus legato allo sfruttamento agricolo del territorio. Infatti tra il III e il IV secolo d.C., la realizzazione di uno strato di colmatura e livellamento precedette la costruzione di almeno 6 ambienti a carattere rustico e produttivo.
Tra il V ed il VI secolo l’area del nucleo termale orientale, forse in un quadro topografico più ampio, iniziò a essere occupata da numerose inumazioni, con tombe deposte quando ormai alcune strutture della villa non erano più visibili, tanto che per realizzarne alcune fu necessario demolire parte dei muri.
Il decadimento del sito si accentua forse in età altomedievale (secc. VII-X d.C) quando l’area viene utilizzata per una serie di circa 100 sepolture inerenti un villaggio di ridotte dimensioni, che interessa anche altri siti posti nell’area valliva. A questo periodo si riferisce la sepoltura di un personaggio di rango elevato da cui proviene una croce reliquiario in bronzo con decorazione incisa di stile bizantino in cui compare un personaggio maschile, barbuto con il capo avvolto da un’aureola, in posizione di adorazione e vestito con abiti liturgici, sopra il cui capo è inciso in greco il nome del vescovo rappresentato: Johannes.

Aspetti Architettonici, artistici ed archeologici

Le ricerche archeologiche iniziate nel 1979 a cura della Soprintendenza in collaborazione con l’École Française de Rome hanno evidenziato un complesso abitativo esteso con asse stradale ciottolato in cui si riconoscono le seguenti aree:
-zona residenziale costituita dal grande portico di età repubblicana (II-I sec. a.C.) che faceva parte di una domus patrizia;
-le termae private pertinenti alla domus e le terme di uso pubblico del I-II sec. d.C. costruite su un ambiente con pavimento in opus spicatum databile al II-I sec. a.C.
– Il ninfeo, o fontana monumentale, dedicata al culto delle ninfe, addossato al muro sud-est del portico, risalente al I sec. d.C., con una serie di piccoli ambienti abitativi, ancora in uso in età altomedievale.
– l’esedra, utilizzata come tomba monumentale in età altomedievale.
Gli scavi hanno individuato la presenza di magazzini per la conservazione di derrate pertinente ad un di un probabile edificio pubblico. I complessi termali individuati nel sito pare si riferiscano a due aree contigue ma distinte.
Il nucleo termale orientale (fig. 2b), esteso da nord a sud su una lunghezza di circa m 25, comprendeva vari ambienti. Tra questi sono state proposte, in base alla dislocazione, ai materiali e alle strutture rinvenute, le seguenti attribuzioni: corridoio di accesso (1) al vestibolo (apodyterium – 8). Il percorso proseguiva col frigidarium (2), un’ampia sala dotata a nord di un alveus rettangolare (C) cui almeno nella prima fase era collegata una seconda vasca (A), posta esternamente alla parete orientale con funzione di piscina (natatio) (m 3,80 x 3,30), rivestita in malta di cocciopesto e con una scaletta di accesso in muratura di mattoni. A essa era associata una seconda vasca (B), più piccola e di forma semicircolare, posta sull’angolo sud-occidentale. Dal frigidarium si accedeva al settore riscaldato delle terme, che aveva inizio col tepidarium (3), di forma quasi quadrata con ipocausto murario cruciforme. Da esso si passava al caldarium (4), una sala rettangolare lunga oltre m 11, dotata di una vasca (alveus) semicircolare al centro della parete est e di un ipocausto formato da un sistema di 78 pilastrini di argilla (pilae), con il piano delle basi (suspensurae) formato da grandi tegole quadrate. Il vano 5 pare riferirsi ad un tepidarium dotato di ipocausto e riscaldato dai praefurnia del caldarium.
Adiacente al settore termale, ma indipendente rispetto esso, era infine la grande latrina 7 (m 4,5 x 3), allestita con un sedile continuo su tre lati, sotto il quale correva il canale di scarico. Probabilmente essa veniva approvvigionata proprio dagli alvei delle terme.
Il secondo nucleo di ambienti riscaldati, di dimensioni minori, si trovava a Ovest della grande corte, oltre gli ambienti connessi a essa. Le indagini archeologiche hanno parzialmente portato alla luce le strutture di 8 vani quadrangolari, disposti su due file parallele. I due ambienti centrali (vani 4-5), formanti forse un’unica grande sala rettangolare, erano dotati di ipocausto e di tubuli parietali ed erano certamente connessi a una grande nicchia semicircolare.

Monumenti e Musei da visitare

• Castello (si veda scheda 8)
• Centro storico

Ente Gestore:
Comune di Malvito (CS)

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Informazioni Utili

Apertura: sempre aperto
Biglietto intero: no
Visite guidate: guide turistiche regionali (su prenotazione) visite realizzate da Itineraria Bruttii;
Servizi Didattici e Laboratori: si, offerti da Itineraria Bruttii onlus
Tipologia: creazione strumenti educativi e di intrattenimento, metodi interattivi e multimediali

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