ANTIQUARIUM TORRE DI CIMALONGA – SCALEA (CS)
Storia del museo:
L’Antiquarium di Torre Cimalonga, ospitato in un’antica torre difensiva cinquecentesca, edificata a protezione di una delle porte urbiche della città. Istituito nel 1987 per raccoglie al suo interno una piccola ma significativa mostra permanente di reperti archeologici attraverso i quali è possibile conoscere la storia della città di Scalea e del suo territorio.
Percorso Espositivo:
Il percorso espositivo si snoda all’interno dell’ambiente circolare posto alla base della Torre Cimalonga. I reperti, esposti in vetrine ricavate nelle nicchie che ospitavano i cannoni, risultano essere il frutto di una accurata e meticolosa scelta tra i materiali più rappresentativi rinvenuti sul territorio Comunale.
Essi sono ordinati cronologicamente e comprendono una serie strumenti litici, risalenti al Paleolitico Medio, rinvenuti durante indagini stratigrafiche a Torre Talao; reperti relativi all’insediamento di VII e VI secolo a.C. che occupò il colle di Località Petrosa, nonché tracce di presenze antropiche di località Foresta e S. Angelo risalenti al IV secolo a. C.. Non mancano oggetti riferibili all’epoca romana rinvenuti in Località Ponticello.
Monumenti e Musei da visitare
Castello
Sulla sommità della collina su cui si sviluppa il caratteristico centro storico di Scalea sono ben visibili i ruderi del Castello di Scalea. Il primo insediamento fortificato di cui si ha notizia risale alla spedizione di Roberto il Guiscardo (1057), al quale è forse da attribuire il torrione a pianta quadrata con cortina difensiva all’interno della quale sono disposti alcuni edifici.
I vari rifacimenti attuati nel corso del tempo, testimoniano l’importanza strategica del fortilizio, che costituiva un ottimo strumento di avvistamento e controllo della piana del Lao, della strada costiera tirrenica e degli approdi marittimi.
In seguito fu utilizzata da Svevi, Angioini ed Aragonesi come postazione di controllo del territorio per poi passare a feudatari come i Lauria, i Sanseverino e gli Spinelli. In seguito non si hanno particolari notizie circa la vita e la frequentazione del sito. Nonostante le varie calamità naturali di notevole intensità che hanno devastato il territorio, le strutture del fortilizio godono di un discreto stato di conservazione; la struttura, infatti, è ancora leggibile nella sua quasi totalità. In alcuni tratti le murature si conservano per un’altezza di circa 8-9 metri.
Chiesa di San Nicola
Quest’antico luogo di culto, inglobato tra le case del centro storico, presenta un’aula a navata unica con abside rivolta a Sud-Est a cui fanno da pandant due nicchie sopraelevate rispetto al piano di calpestio ricavate all’interno dello spessore della muratura. Ad un esterno sobrio e austero, caratterizzato da murature realizzate in pietra locale, si contrappone un interno che conserva le tracce di un antico e pluristratificato palinsesto pittorico datato dal IX alla fine del XIII secolo. L’edificio, variamente utilizzato nel tempo, presenta un impianto planimetrico caratterizzato da un’aula di culto longitudinale perfettamente orientata a cui si affianca, sul lato occidentale, un ambiente rettangolare caratterizzato dalla medesima lunghezza e da una minore larghezza, al quale si accede tramite due aperture. La presenza di un corpo di fabbrica attiguo all’aula destinata al culto ha suscitato l’interesse di diversi studiosi che a vario modo si sono interrogati sulla sua destinazione d’uso.
Chiesa di Santa Maria de Episcopio
A poche decine di metri dal Castello è possibile visitare la chiesa matrice di Santa Maria de Episcopio, detta un tempo “della Scala”, “dell’Ospedale” o “dell’Annunziata”, annoverata come fondazione monastica benedettina. Della primitiva fabbrica, la cui esistenza è annoverata in fonti d’archivio sin dal 1130/1137, poco si conserva. L’attuale impianto, pur mantenendo una struttura a navata unica ristrutturata secondo canoni controriformistici, presenta cappelle laterali poco profonde e un presbiterio a pianta quadrangolare rialzato di alcuni gradini rispetto alla navata. L’area presbiteriale, priva dell’abside, è illuminata da una grande monofora ogivale dal caratteristico traforo del sopraluce. Preziosi sono i lembi di affresco rintracciati in più punti dell’aula di culto. Sulla parete destra del presbiterio, durante i restauri del 1936, fu portato alla luce, a circa un metro rispetto all’attuale piano di calpestio della navata, l’Annunciazione di cui rimane però solo la sinopia. Dalle pareti della navata sono invece emersi affreschi raffiguranti santi e sante in posizione stante; santa Margherita di Antiochia o la Madonna con ai lati due santi e santa Caterina d’Alessandria identificata grazie alla presenza del frammento pittorico raffigurante la ruota uncinata, strumento del suo martirio.
Chiesa di San Nicola in Plateis
Posta nella parte bassa del centro storico di Scalea, la chiesa di San Nicola è ben visibile grazie alla sua mole architettonica più volte rimaneggiata nel corso della storia. L’impianto a navata unica, pur conservando i caratteri dell’architettura gotica, poggia su di una cripta romanica.
Al suo interno, oltre al pregevole arredo liturgico risalente al XVII secolo, è custodito il sepolcro di Ademarco Romano, grande ammiraglio della flotta angioina, morto verso la metà del XIV secolo, opera della scuola di Tino da Camaimo.
Palazzo Principi Spinelli
A poca distanza dalla chiesa di San Nicola si trova l’austera struttura di Palazzo Spinelli. L’edificio, a pianta trapezoidale con cortile centrale, è il risultato di una serie di interventi ed ampliamenti edilizi. Anticamente doveva assumere un aspetto architettonico differente da quello odierno. Esso, infatti, costituito da più corpi di fabbrica presentava una mole squadrata e massiccia dotata di finestrelle gotiche. Della fase edilizia risalente al XIII secolo si conservano piccoli ma importanti dettagli architettonici come alcuni rosoni plurilobati, una bifora a ogiva in stile arabo–siculo.
Passato dai Sanseverino agli Spinelli nel 1526, il palazzo subì notevoli lavori e ampliamenti. Ingenti modifiche vennero apportate nel corso del XVII-XVIII secolo. A questo periodo risalgono gli ambienti decorati con pitture raffiguranti scene bibliche in cui sono ospitati i locali della Biblioteca Comunale.
Torre Talao
Edificata nel sec. XVI, faceva parte del sistema difensivo costiero voluto da Carlo V.
Verso la fine del sec. XVII Torre Talao venne privata dai suoi cannoni, in precedenza sistemati per la difesa della costa. All’inizio del nostro secolo il proprietario del tempo, Del Giudice, imbottigliò l’acqua solfurea della sorgente alla base dello scoglio di Torre Talao, e la mise in commercio con notevole successo: Negli stessi anni soggiornò più volte nella Torre, ospite del proprietario del tempo Armentano, il maestro Enrico Toselli, principessa Luisa d’Asburgo-Lorena, ex regina di Sassonia. Verso la metà del XVIII sec. la torre venne privata dei suoi cannoni. Nello stesso periodo cominciò a registrarsi il fenomeno dell’interramento: l’area dell’isola venne progressivamente interrata e aggregata alla terraferma.
Ente Gestore:
MIC Soprintendenza Archeologica Calabria
Indirizzo:
Largo Cimalonga, 87029 Scalea (CS)
Contatti:
Mail: sabap-cs.scalea@cultura.gov.it
Tel.: 0985920069




