CASTELLO DI CACCURI (KR)


Descrizione geografica:

Il Castello di Caccuri sorge su un’altura strategica che domina la media valle del Neto e il tratto montano dell’altopiano silano. Esso domina l’intero abitato con le case che si dispongono a semicerchio intorno alla rocca.

Datazione:

– Torre normanna (XII)
– Presidio militare castellare di età sveva, angioina e aragonese (XV)
– Palatium residenziale (XVI-XVIII)

Dati storici:

Il sito su cui sorge il castello fu probabilmente già utilizzato in epoca protostorica, greca e romana per scopi militari e strategici difensivi. Riguardo al castello il primo nucleo fortificato era con ogni probabilità costituito da una torre cilindrica e da un circuito murario semplice, realizzato in muratura irregolare. La torre, massiccia, a base circolare e con scarpa alla base, fungeva da mastio e punto di controllo.
Con l’avvento degli Svevi prima, e degli Angioini poi, il castello subì verosimilmente un rafforzamento delle sue strutture. Si ipotizza l’aggiunta di una seconda cinta muraria, torri angolari quadrate e una cappella castrense. La morfologia del castello si adeguava così alla funzione di presidio feudale e centro amministrativo del territorio, con l’adozione di spazi destinati non solo alla difesa ma anche al controllo economico del feudo.
Nel 1418 è incluso tra i lasciti del Conte Carlo Ruffo di Montalto alla figlia Polissena.
Nel XVI secolo inizia per il Castello un periodo di rapidi passaggi di proprietà, dalle famiglie Spinelli, Sersale e Cimino, sino al 1651, quando il feudo di Caccuri fu acquistato da Antonio Cavalcanti che avvia i lavori di ristrutturazione trasformando l’antico castrum in residenza nobiliare. I Cavalcanti modificarono radicalmente l’impianto interno ed esterno, costruendo logge coperte, un grande scalone monumentale, ambienti affrescati, sale da ricevimento e una cappella gentilizia.

Stilisticamente, il castello assunse tratti tipici dell’architettura residenziale barocca del Meridione: modanature plastiche, uso di stucchi dorati, camini in marmo policromo, e affreschi a tema religioso e mitologico, oggi in parte perduti o ricoperti da scialbature successive. Il cortile interno, di forma trapezoidale, fu pavimentato e arricchito con un pozzo decorato, mentre il prospetto principale ricevette un portale bugnato in pietra locale, sormontato da stemmi araldici scolpiti, ancora visibili benché deteriorati.
In età moderna con l’abolizione della feudalità (1806) e il progressivo disinteresse della nobiltà locale, il castello andò incontro a un lento degrado. Fu parzialmente utilizzato come residenza fino al primo Novecento, poi abbandonato. Interventi di consolidamento statico e restauro conservativo sono stati condotti solo negli ultimi decenni del XX secolo.

Aspetti Architettonici, artistici ed archeologici

Gli spazi interni, sebbene oggi in gran parte spogli, conservano elementi decorativi di pregio:
• Affreschi a tempera del XVII–XVIII secolo (tra cui si segnalano raffigurazioni di paesaggi, stemmi, figure allegoriche).
• Soffitti lignei cassettonati e decorati con rosoni in gesso.
• Pavimenti in maiolica di manifattura napoletana e calabrese.
• la Cappella Palatina, ad aula unica sulla cui arcata spicca lo stemma dei Cavalcanti, con soffitto ligneo originale a cassettoni dipinti.
Notevoli l’altare maggiore, con la sua decorazione a foglie d’acanto, la pala centrale che raffigura Santa Barbara, e la collezione di dipinti seicenteschi di Scuola Napoletana.
Importante anche la scala monumentale interna, probabilmente realizzata tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, in pietra scolpita, con balaustra in ferro battuto.
Nel 1830 il feudo fu acquistato dai baroni Barracco che ne fecero la propria dimora realizzando una serie di cospicui interventi di ammodernamentoche trasformarono il castello in una residenza confortevole ed aristocratica
L’ultimo restauro avviato tra fine XX e inizio XXI secolo ha permesso il recupero di parte degli ambienti, ma permane la necessità di ulteriori indagini stratigrafiche, rilievi e interventi conservativi.

Monumenti e Musei da visitare

  • Chiesa della Riforma
  • Abbazia di S. Maria la Nova (in località “Badia”)
  • Chiesa Matrice di S. Maria delle Grazie o di S. Maria del Soccorso (sec. XIV)
  • Grotta di Timpa dei Santi  (sec. X-XIII)
  • Area archeologica: Pantane con necropoli medievale.

Ente Gestore:
Privato Proprietario – Castello di Caccuri Suites

Contatti:
Mail: info@castellodicaccurisuites.it 
Tel.: 339 132 2072 – 3898877824

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Informazioni Utili

Orari su prenotazione
Biglietto intero 5,00 €
Visite guidate: si; ente gestore, su prenotazione
Servizi Didattici e Laboratori: no

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