TORRE ARAGONESE DI MELISSA (KR)


Descrizione geografica:

La torre domina la via costiera ionica. La costruzione poggia le sue fondamenta su una piccola altura rocciosa a sud dell’attuale frazione di Torre Melissa.

Datazione:

Torre fortificata di età aragonese (sec. XVI)

Dati storici:

L’antico borgo di Melissa è stato abitato sin dall’antichità. Vari ritrovamenti ne attestano la frequentazione a partire dall’epoca protostorica e poi in età greca e romana. Dopo la caduta dell’impero Romano, gli abitanti si spostarono nell’interno dove costruirono un borgo fortificato sull’altura del centro storico dove intorno al sec. XI viene realizzato una cinta fortificata ellittica (castrum) che, sfruttando l’assetto naturale dei luoghi, presidiava l’incrocio stradale dal quale si dipartivano gli itinerari che permettevano di raggiungere la Sila e i centri vicini.
Nel sec. XV esposta alla minaccia dei Turchi e degli attacchi dei Veneziani, Melissa in ragione dell’importanza strategica venne rafforzata come piazzaforte della difesa costiera. Parallelamente ai lavori di ricostruzione delle difese della città, importanti interventi furono eseguiti a carico del castello medievale urbano, che fu riorganizzato per rispondere alle nuove necessità belliche ed alle esigenze residenziali del feudatario.
In questo periodo entrò a far parte dei vasti possedimenti dei Ruffo e del Centelles fino a che nel 1485 il sovrano vendeva Melissa con il suo castello per 3000 ducati al regio tesoriere di Calabria Vinceslao Campitello che ne divenne barone. La feroce oppressione feudale determinerà la nascita della leggenda, secondo cui, il conte esercitava nei confronti dei suoi vassalli il diritto dello jus primae noctis da cui una leggenda priva di verità che racconta che fu ucciso per aver insidiato una giovane donna nativa di Cirò, che andava sposa ad un melissese. Al suo tentativo di rapire la sposa, attraverso la scaletta segreta che immetteva nella Chiesa di San Giacomo a Melissa, si oppose il fratello di lei, il quale lo accoltellò alle spalle.
La famiglia Pignatelli tenne il feudo fino all’estinzione della feudalità (1806).
Scomparsi i feudatari, il loro posto viene preso dalle famiglie borghesi, prima i Giunti e poi i Berlingieri, che accumulano nelle loro mani le terre dell’antico feudo, cambiando poco nel tipo di conduzione agricola. Soltanto un secolo dopo, in seguito alla rivolta contadina e ai tragici fatti di Fragalà del 1949, il latifondo scompare.

Aspetti Architettonici, artistici ed archeologici

Nel sec. XV gli aragonesi per rafforzare le difese costiere unirono al sistema di segnalazione lungo il litorale, la costruzione di nuove torri in posizioni più elevate, in grado di opporsi ai cannoneggiamenti nemici. La torre costiera viene realizzata durante il periodo in cui Melissa è feudo dei Campitelli quando compare anche nei documenti come la “turri delo barone de Melissa”. Nel 1541/1542 esso è un luogo dove si imbarca il legname, tagliato in territorio di Umbriatico, che viene utilizzato per la costruzione delle fortificazioni di Crotone. In seguito la torre di Melissa verrà potenziata per la difesa contro i Turchi, mentre nel 1800 con il venir meno del pericolo sarà utilizzata come luogo di soggiorno per i principi di Strongoli.
La tipologia della torre presenta una struttura circolare tipica dei modelli aragonesi di questo periodo cui si aggiunge un profilo a scarpa che irrobustisce le difese sul lato est, in modo da conferirgli l’aspetto di un piccolo castello.
Esso consta di tre parti di cui primo livello è costituito sul perimetro esterno da muratura di notevole spessore (mediamente 2 mt.) a scarpa. Il secondo livello prosegue verticalmente fino ad un coronamento scoperto da cui si domina il paesaggio circostante.
Nel museo ospitato nella torre si conservano vari rinvenimenti di ceramica acroma, dipinta ed invetriata rinvenuti nell’area adiacente la torre, che attestano una frequentazione dall’età ellenistica al tardo medioevo.

Monumenti e Musei da visitare

• Castello di Melissa: viene citato per la prima volta in età angioina (1269) ed in seguito sono riportati vari feudatari che che ne amministrano il patrimonio ed i possedimenti. Esso fu tetro di vari attacchi da parte di incursioni saracene nel corso dei secoli XVI e XVII. Oggi dopo il restauro si conservano una torre a pianta circolare scarpata ed i resti delle mura. Il castello nel 1633 fu teatro secondo la tradizione locale di un famoso episodio di ius primae noctis da parte del feudatario Francesco Campitelli.
• Museo della Civilta Contadina di Melissa: esposizione nella torre di strumenti della lavorazione dei campi e della pastorizia con ricostruzione di ambienti domestici di campagna fino ad arrivare al ciclo della tessitura e alla ceramica.;
• Chiese di Melissa: numerose sono le chiese da visitare: la Chiesa rinascimentale di Santa Maria dell’Assunta, la Chiesa di San Giacomo del XVI secolo, la Chiesa di San Francesco di Paola del XIX secolo e la Chiesa di San Nicola, sempre del XVI secolo ed infine la Chiesa di Santa Maria dell’Udienza (1672).
• Il monumento Fragalà ricorda l’eccidio avvenuto il 29 Ottobre del 1949, quando le forze dell’ordine aprirono il fuoco sui contadini che stavano occupando il feudo di Fragalà. Nell’anniversario del 1979 l’artista milanese Ernesto Treccani fece omaggio al popolo melissese con un monumento ai Caduti di Fragalà.
• Siti ed aree archeologiche: Dal territorio di Melissa si segnalano vari rinvenimenti relativi a ville agricole e necropoli di età ellenistica e romana lungo la valle del t. Lipuda e nel tratto costiero. Recentemente nella frazione di Torre Melissa è stato scavato un edificio con diversi elementi di fregio realizzato in blocchi squadrati in arenaria e rocchi di colonna. Nel settore centrale è stata scavata solo in parte una imponente struttura, denominata Edificio A costituita da due ambienti che potrebbe far scoprire una delle più monumentali tombe italiche ad oggi rinvenute nel Bruzio, con una doppia cella che richiama lo schema proprio delle coeve tombe macedoni. La struttura si data entro i decenni finali del IV sec. a.C. e verosimilmente doveva ospitare un personaggio di rango elevato della comunità Brettia dell’entità cantonale che faceva capo alla vicina città di Petelia. A sud dell’edificio A sono state recuperate due tombe di età ellenistica. Nell’angolo Sud orientale è stata scavata una struttura rettangolare (Struttura 2), saccheggiata in antico, probabilmente una tomba a camera di età ellenistica e una seconda tomba ad incinerazione da cui provengono un askòs, una kylix, un guttus, una coppa baccellata con piccolo piede, una lucerna e, infine, un coppa su piede, databili tra la fine del IV e la metà del III sec. a.C., con accanto le tracce relative al rogo di combustione. In seguito ad un evento sismico viene abbandonato e nel terreno alluvionale che ha coperto il monumento, in età romana (I sec. d.C.), si impianta una tomba alla cappuccina con un vaso (olla) e subito dopo una deposizione multipla e simultanea di 14 individui di varia età probabilmente legata ad un’epidemia.

Ente Gestore:
Comune di Melissa (KR)

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Informazioni Utili

Apertura: su prenotazione
Biglietto gratuito
Visite guidate: si, su prenotazione
Servizi Didattici e Laboratori: no

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