CASTELLO DI CARLO V DI CROTONE (KR)


Descrizione geografica:

Il castello sorge sull’acropoli della polis antica di Crotone che ha rappresentato anche il nucleo insediativo e politico della città durante tutta la sua storia e che si identifica come il punto strategicamente più rilevante della piana costiera.

Datazione:

– VI-IX sec.: Castrum bizantino
– XI: Roberto il Guiscardo costruisce una torre di difesa a protezione del borgo
– XIII: insediamento castellare Federiciano amministrato da funzionari pubblici
– XIII-XIV: castello in età angioina ed aragonese
– XV-XVII: centro politico strategico della difesa aragonese sulla costa ionica
– XVIII-XIX centro politico e porto del Regno di Napoli

Dati storici:

Le prime testimonianze di fortilizi risalgono alla fase bizantina a seguito della guerra gotica e dei successivi attacchi dei Longobardi fuori dal limes (confine) stabilito con i Bizantini nella Calabria settentrionale. Trattasi di cinte difensive che seguono i contorni dell’altura su cui sorgeva l’antica acropoli di Kroton, al cui interno si rifugiano nei momenti di pericolo le genti sparse nel territorio che cercano di scampare alle distruzioni delle guerre a partire dal VI secolo.
Intorno all’ 840, a seguito di scorrerie operate da bande di mussulmani, la città riesce a resistere grazie ad una strenua difesa per poi cedere nel 931, quando i Saraceni faticosamente conquistano la città e ricostruiscono le sue mura mantenendo una flotta nel suo porto.
Nel secolo XI, i Normanni riescono a conquistare la città e nel 1140 la torre normanna di Crotone risulta essere tra i 75 castelli allora esistenti nel Registro dei vassalli di Ruggero II.
In età sveva Crotone (castrum Cutroni) compare tra i castelli amministrati dai funzionari della curia imperiale, dove risiedevano castellani e guarnigioni assoldate dall’imperatore. Trattasi probabilmente di una struttura più complessa di nuova costruzione con torri quadrate o poligonali, dotate di feritoie per il tiro, fiancheggiante da balestrieri e di terrazzi lignei per la “difesa piombante”.
Nel 1284, Carlo I d’Angiò diede la castellania di Crotone a Pietro Ruffo e nel 1296, durante la guerra dei Vespri tra Angioini ed Aragonesi, l’ammiraglio Ruggero di Lauria invano cercò di conquistare la città. I Ruffo signori di Crotone col titolo di Marchese, da cui deriva il nome di Marchesato, che ancora si conserva, tennero la città e il castello fino al 1444, quando assieme a Catanzaro passò da Nicolò Ruffo a sua figlia Enrichetta che aveva sposato contro il volere del re, Antonio Centelles di Ventimiglia, nobile avventuriero che, per aver guidato la rivolta dei baroni, morì in carcere e le sue terre vennero confiscate.
Nel 1497, quando entra in città il gran capitano Consalvo da Cordova, a sostegno degli spagnoli contro i francesi, le fortificazioni erano in uno stato deplorevole per cui iniziano così i lavori di riparazioni delle mura e del castello, che continuano per oltre un secolo anche per i cambiamenti radicali per far fronte alla diffusione delle nuove armi da fuoco e dell’artiglieria.
Il Castello da un impianto pentagonale con cinque torri ai vertici di derivazione federiciana, viene ridotto in forma quadrata prevedendo l’inserimento delle torri circolari in quattro bastioni a scarpa risegati. Esso agli angoli presenta due torri di forma circolare definite Torre Aiutante e Torre Comandante, e due baluardi di forma triangolare indicati come bastioni di Santa Maria e di Santa Caterina. La scarsezza dei materiali edilizi impose il riuso dei grandiosi resti della città greca e delle vecchie mura. Il castello ospitava al suo interno la chiesa di San Dionisio, la chiesa Nuova, l’alloggio del castellano, i magazzini dell’artiglieria, una ricovero per le donne, una prigione detta La Serpe, e le caserme delle truppe.
Nel 1743, il castello fù conquistato da Carlo IV di Borbone, che offrì il Regno di Napoli agli Imperiali austriaci.
Col perfezionamento delle armi da guerra il castello perde la sua importanza strategico-militare e nel corso del secolo XIX venne parzialmente smantellato nella parte superiore, anche a seguito di danni subiti per i frequenti terremoti.
Durante la prima guerra mondiale vi furono istallate alcune batterie costiere.
Oggi il castello di Crotone è in corso di restauro sebbene in parte aperto al pubblico con eventi ed importanti manifestazioni a sfondo culturale.

Aspetti Architettonici, artistici ed archeologici

La prima forma di insediamento castellare sulla collina del centro storico di Crotone risale ad epoca normanna (sec. XI). Esso era costituito da una torre di forma quadrangolare che segnava il centro del potere della nuova classe di dominazione normanna.
Il castrum Cutroni in età sveva compare tra i castelli amministrati dai funzionari della curia imperiale, dove risiedevano castellani e guarnigioni assoldate dall’imperatore. In questa fase appaiono costruzioni più complesse, con alte mura rinforzate da torri quadrate o poligonali, dotate di feritoie per il tiro fiancheggiante dei balestrieri e di terrazzi lignei per la “Difesa Piombante”. In un documento angioino del 1270 viene descritto come dotato di nove torri tra cui spicca la Turris Palatii che, costituiva il nucleo residenziale del castello e quella “de Thesauro” (del tesoro), “alia turris”, la cui riparazione spettava al feudatario di Ypsigro (Cirò), una “Turricella” spettante a Iohannem de Cutrono, ed una “alia Turricella” che doveva essere riparata a spese di Boamundum de Cariato. Inoltre vi era una torre “Triangula”, detta “Barbacana”, riconducibile alla presenza di strutture poste a munire la base delle mura, alle quali dovevano affiancarsi le difese dell’accesso, identificabili attraverso la presenza della “turris Mamunella” (la manovella), e di quella “que est ante hostium” (posta avanti la porta). Di tale impianto, ancora alla fine del Settecento, sopravviveva una torre nelle adiacenze dell’ingresso.
Intorno alla fine del sec. XIV a seguito di un maggior uso delle armi da fuoco si rese necessario una revisione delle misure di difesa delle città che porterà all’adeguamento dei castelli alle nuove strategie belliche.
Il castello intorno alla fine del 1400 fu dotato di nuove torri a base circolare, di cui oggi rimane la “turri delo casi cavallo” mentre poco resta della “turri Muza delo castello detta S. Maria” che si affacciava verso il porto e quella di S. Georgi che in parte diroccata fu inglobata dai terrapieni realizzati durante la costruzione dei nuovi “rebellini” sul finire del sec. XV. In questa fase il castello appare collegato alle mura della città e dimostra di mantenere il suo antico accesso orientato a sud, dove quest’ultimo era difeso da un’estesa palude che bisognava necessariamente attraversare per raggiungerlo.
Verso la fine del sec. XV, in seguito alla guerra contro i Turchi, le popolazioni costiere del regno di Napoli si trovarono esposti alla loro minaccia. Re Ferdinando d’Aragona avviò per questo un programma di difesa che prevedeva la costruzione di torri costiere e la ristrutturazione dei castelli tra cui anche Crotone. Esso fu separato dalle mura della città, attraverso lo scavo di un ampio fossato e costruito un nuovo ingresso.
Tale scelta permise impostare il nuovo castello in un perfetto quadrato con quattro torri nei vertici, disponendo di un ingresso nel fossato non esposto al tiro diretto delle armi da fuoco. Le torri preesistenti furono abbattute o inglobate dalle nuove costruzioni dotate di torrioni rotondi più bassi ed avanzate rispetto a quelle medievali. Purtroppo a causa di guerre e rivolte interne (1503–1734) il progetto non venne completato, determineranno il mancato completamento del progetto originario, consentendo solo la realizzazione di alcuni lavori di adeguamento. Questi interesseranno il consolidamento della cortina nord e della torre di Casicavallo, il nuovo ingresso con ponte levatoio e la corte del castello dove durante le incursioni veniva accolta la popolazione.
(Per approfondimenti si veda Pino Rende, Nuove ricerche sul castello di Crotone in Archivio Storico di Crotone).

Monumenti e Musei da visitare

Piazza Pitagora, è la più importante di Crotone, e centro di incontro per i cittadini. Circondata da portici costruiti nella seconda metà dell’800, si erge sull’altura del colle Cavaliere.
Duomo: dedicato a Santa Maria Assunta e a San Dionigi l’Aeropagita, risale all’impianto originario del IX secolo. Riedificato nel XV secolo con materiali provenienti dal tempio di Hera Lacinia. La struttura presenta una facciata in stile neoclassico su cui si aprono tre portali, affiancati da un imponente campanile. L’interno, diviso in tre navate sorrette da pilastri, ospita pregevoli opere d’arte: l’icona della Madonna di Capocolonna, un fonte battesimale in pietra con base zoomorfa del XIII secolo, un seicentesco coro ligneo, due busti lignei raffiguranti san Gennaro e san Dionigi, entrambi del XVII secolo, un crocifisso in terracotta e un pulpito marmoreo.
• Antistante è la chiesa dell’Immacolata, la cui edificazione ebbe luogo nel 1554 e ampliata successivamente nel 1738. All’interno presenta una sola navata ed è decorata da un portale con fregi di epoca barocca.
La Chiesa e Convento di S. Chiara, con impianto di fine ‘400 ma ricostruita nel ‘700. Segnaliamo all’interno la bellissima pavimentazione in maiolica napoletana, e il prezioso organo ligneo del 1753.
• Proseguendo verso Via Risorgimento troviamo il Palazzo Gallucci, costruito a fine ‘800. Non lontano vi è la settecentesca Chiesa di S. Giuseppe impreziosita da stucchi barocchi.
Museo Nazionale Archeologico: presenta reperti dall’età preistorica all’età medievale relativi al territorio di Crotone tra cui importanti reperti di età greca come fra cui spiccano per bellezza il diadema aureo di Hera Lacinia e ceramiche e coroplastiche di età greca.
Museo Provinciale d’Arte Contemporanea – MAC di Crotone: contiene opere di Rotella, Giuseppe Uncini, Hidetoshi Nagasawa, Vettor Pisani, Bruno Ceccobelli, Nino Longobardi, Claudio Verna e altri. Il Museo è anche sede di mostre temporanee, convegni di pittura e di fotografia.
Santuario della Madonna di Capo Colonna adiacente l’area archeologica del tempio greco di Hera Lacinia e del Museo Archeologico.

Ente Gestore:
Associazione Multitracce di Crotone

Contatti:
Mail: multitracce@hotmail.com
Tel.: 3272148953

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Informazioni Utili

Apertura: Martedì; Giovedì; Venerdì, dalle ore 9:30 alle 12:30
Sabato e Domenica, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19:00
Biglietto intero 2,00 €, adulti
Visite guidate: si, a cura dell’ente gestore, tel. 3272148953 (su prenotazione)
Servizi Didattici e Laboratori: no

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