CASTELLO NORMANNO-SVEVO DI VIBO VALENTIA (VV)


Descrizione geografica:

Il castello si erge in una posizione strategica sulla dorsale che domina a est la valle del Mesima e a ovest la città di Vibo nell’area dell’acropoli dell’antica Hipponion.

Datazione:

– Area occupata dall’acropoli di Hipponion (sec. VII – III a.C.)
– Insediamento castellare di epoca normanna (XI-XII)
– Insediamento castellare di età sveva (XIII)
– Insediamento castellare di età angiona (XIV)
– Insediamento castellare di età aragonese (XV)
– Insediamento castellare feudale Pignattelli (XVI-XVII)
– Carcere borbonico (XIX)
– Museo Nazionale Archeologico (dal 1995)

Dati storici:

Il Castello di Vibo Valentia, situato nella città omonima in Calabria, è una delle più importanti e imponenti fortificazioni della regione. La sua storia è ricca e si intreccia con le vicende di diverse civiltà e dominazioni che si sono susseguite nel sud Italia nel corso dei secoli.
Le origini del Castello di Vibo Valentia sono antiche e risalgono al periodo greco. Vibo Valentia, allora conosciuta come Hipponion, era una città importante della Magna Grecia, fondata dai Locresi nel VII secolo a.C. Il sito dove oggi sorge il castello era probabilmente già fortificato in epoca greca, con mura che proteggevano l’acropoli della città.
Successivamente, durante il dominio romano, la città fu rinominata Valentia e continuò a essere un importante centro urbano. Tuttavia, l’attuale castello non ha origine diretta da queste epoche, poiché la struttura visibile oggi è di epoca medievale.
La costruzione del castello, come lo conosciamo oggi, risale al periodo normanno, intorno all’XI secolo. Fu costruito su ordine di Roberto il Guiscardo, il celebre condottiero normanno che conquistò gran parte dell’Italia meridionale. I Normanni riconoscevano l’importanza strategica di Vibo Valentia, situata in una posizione elevata e centrale, e quindi fortificarono ulteriormente il sito.
Durante il periodo svevo, sotto Federico II, il castello fu ampliato e potenziato. Federico II, imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia, era noto per il suo interesse per l’architettura militare e fece costruire o potenziare numerose fortezze in tutta l’Italia meridionale.
Con l’avvento degli Angioini, a partire dalla seconda metà del XIII secolo, il castello subì ulteriori modifiche. Gli Angioini, che controllavano il Regno di Napoli, adattarono la struttura alle nuove esigenze difensive, introducendo elementi architettonici tipici del loro periodo, come le torri cilindriche e le mura più spesse.
Nel XV secolo, con il passaggio della Calabria sotto il controllo degli Aragonesi, il castello fu nuovamente rimaneggiato e adattato per resistere agli assedi che caratterizzarono quel periodo storico, in particolare quelli che implicavano l’uso crescente delle armi da fuoco.
Dopo il Rinascimento, il castello di Vibo Valentia, come molte altre fortezze medievali, perse gradualmente la sua importanza strategica. Nel corso dei secoli, fu utilizzato per scopi diversi, tra cui quello di residenza nobiliare e, successivamente, anche come prigione.
Nel XVIII secolo, il castello subì gravi danni a causa di un terremoto, ma fu parzialmente restaurato. Tuttavia, rimase in uno stato di semi-abbandono fino al XX secolo.
Oggi, il Castello di Vibo Valentia è stato restaurato ed è una delle principali attrazioni turistiche della città. Al suo interno ospita il Museo Archeologico Statale “Vito Capialbi”, che espone reperti che vanno dall’epoca preistorica fino all’epoca romana, molti dei quali rinvenuti nell’area circostante.
Il castello offre anche una vista panoramica mozzafiato sulla città e sulla campagna circostante, testimonianza della sua originaria funzione di controllo e difesa del territorio.
La struttura conserva ancora molte delle sue caratteristiche medievali, tra cui le imponenti mura, le torri e gli elementi architettonici aggiunti durante le varie fasi di ristrutturazione.

Aspetti Architettonici, artistici ed archeologici

Edificato tra il 1070 e il 1074 d.C. per volere di Ruggero il Normanno, inizialmente il castello era costituito da una fortificazione centrale con una torre triangolare, circondata da tre torri circolari. Nonostante le modifiche apportate nei secoli successivi, l’originaria struttura normanna è ancora visibile. Durante il periodo svevo, Matteo Marcofaba, governatore della Calabria sotto Federico II, ampliò e in parte ricostruì il castello, aggiungendo una massiccia torre poligonale, caratterizzata da conci ben squadrati
Il castello fu ampliato da Carlo d’Angiò nel 1289, assumendo in gran parte l’aspetto che conserva ancora oggi. Nel XV secolo, gli Aragonesi lo rafforzarono ulteriormente, mentre tra il XVI e XVII secolo, i Pignatelli apportarono modifiche significative, trasformandolo da fortezza militare in residenza nobiliare.
Il secondo piano fu smantellato a causa dei danni subiti in seguito al terremoto del 1783.
In seguito esso venne abbandonato per essere utilizzato solo per un breve periodo dai Borboni come carcere (sec. XIX).
Dal 1970 è iniziato il recupero della struttura che oggi presenta delle torri cilindriche, una torre speronata e una porta ad un’arcata di epoca angioina. All’esterno sono visibili i conci (blocchi di pietra) squadrati, tipici delle strutture di epoca sveva. Accanto alla torre a “cuneo”, elemento più antico dell’intero edificio, si può ammirare la chiesetta dedicata a San Michele, risalente al 1200 circa.

Monumenti e Musei da visitare

• Museo Nazionale Archeologico “Vito Capialbi”
• Centro storico
• Duomo di Santa Maria Maggiore
• Mura greche di Hipponion
• Castello di Bivona di Vibo Marina: struttura fortificata costruita probabilmente durante il periodo normanno o svevo e rafforzato in età aragonese, come parte di un sistema di difesa costiero per proteggere la Calabria dalle incursioni via mare.

Ente Gestore:
Direzione Regionale Musei Calabria

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Informazioni Utili

Apertura: da Martedì – Domenica: 09:00 – 19:30, Lunedì: Chiuso
Biglietto intero 5,00 €, studenti 2,00€
Visite guidate: si – guide turistiche regionali
Servizi Didattici e Laboratori: no

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