Descrizione geografica:
Il sito di Cirillae, conosciuta anche come Cirella Vecchia, sorge sulla sommità del Colle Carpinoso (172m. s.l.m.), piccolo promontorio proteso nel mar Tirreno, nei pressi del Comune di Diamante, di cui fa parte.
Datazione:
– Prima fase: processo di arroccamento su alture che permettevano una difesa naturale del primo nucleo di abitazioni in epoca altomedioevale;
– Seconda fase: probabile costruzione di una cinta muraria a difesa dell’insediamento (periodo bizantino);
– Terza fase: occupazione del sito in epoca normanna;
– Quarta fase: trasformazione e ampliamento delle strutture che costituiscono il castello in epoca sveva
– Quinta fase: potenziamento delle strutture difensive e costruzione di una torre a base sub-circolare in epoca angioina.
Dati storici:
L’antica Cerillae, arroccata su un piccolo promontorio posto all’estremità della piana del fiume Lao, è formata dai ruderi dell’abitato e di altre importanti costruzioni. Tra i ruderi si possono ammirare, infatti, i resti di diverse abitazioni, i ruderi della chiesa di San Nicola Magno, al cui interno si notano ancora tracce di affreschi, e di altri due edifici di culto.
L’abitato, sviluppatosi sulle pendici del promontorio, è sovrastato dalle strutture del castello.
Il sito, frequentato sin dall’antichità, come dimostrano i vari recuperi archeologici effettuati nell’area, nel corso dei secoli venne fortificato e abitato sino al 1806 quando venne distrutto dalle truppe di napoleoniche.
Secondo alcuni storici il primo nucleo castellare, sorto su strutture bizantine, risale ad epoca normanna (XI secolo).
Nel 1495 vi si insediarono le truppe spagnole di Consalvo de Cordoba il quale, scacciati i De Loyra, lo affidò alla custodia di Giovanni de Montibus. Successivamente il feudo venne venduto, assieme ai feudi di Aieta e Tortora, a Bartolo Carafa. Da due documenti d’archivio risalenti al 1615 e 1617 si apprende che il castello era costituito da una corte, dalla sala grande, dalle stalle, dal fondaco, dalle carceri, dal granaio, servizi, cucina, forno, torre con cisterna. Nel 1633 il feudo venne acquistato da Caterina Manriquez. Sotto i Principi di Bisignano, che lo acquistarono nel 1729, la struttura del castello era in stato di abbandono.
A fine 1700 la il feudo apparteneva ai Catalano Gonzaga; questi lo avevano acquistato, nel 1756, dai Sanseverino. Il castello venne definitivamente distrutto nel 1806.
L’esame delle fonti permette di osservare che il castello di Cirella non ebbe vita facile non solo a causa delle calamità naturali come il distruttivo terremoto del 1638, ma anche a causa dei diversi assalti turcheschi che lo assediarono sia nel 1557 che 1570, e successivamente nel 1577, dandolo alle fiamme. Le incursioni piratesche non cessarono: nel 1640, infatti, un nuovo assalto lasciò l’abitato del tutto desolato e quasi disabitato.
Nel 1656 la peste colpì i pochi abitanti superstiti.
Aspetti Architettonici, artistici ed archeologici
Il castello di Cirella Vetere presenta più fasi edilizie. La struttura si presenta con una doppia cinta muraria con torri a base quadrata e sub-circolare, nelle cui murature si intravedono una serie di feritoie. Nelle strutture sono state individuate 5 principali fasi costruttive caratterizzate ognuna dalla presenza di interventi precisi e ben distinguibili per tipologia e tecniche costruttive. Ad una prima fase edilizia, probabilmente di epoca altomedievale, si può attribuire una prima cinta muraria che fortificava la parte sommitale del promontorio. Alla seconda fase edilizia, probabilmente di epoca bizantina, può essere ricondotto il torrione quadrangolare (CF 24) riconoscibile all’angolo Nord-Est della struttura fortificata, insieme al lungo tratto di cortina muraria sul lato Ovest e Sud-Est. Alla stessa fase potrebbero essere ricondotte le strutture della torre quadrangolare (CF6) individuabile sul lato Nord-Est, e l’abside di una chiesetta emersa durante le indagini archeologiche condotte sul sito nel 2004.
La terza fase vede la costruzione di una torre quadrangolare databile, per tipologia e tecnica costruttiva, al periodo normanno (XI-XII sec.). La fase successiva, ovvero la quarta, segna un cambiamento del complesso; l’area del castello viene completamente trasformata con il rifacimento del perimetro murario, caratterizzato da un raddoppio della cinta muraria, la realizzazione della torre quadrata sporgente dalla cortina, nonché la realizzazione, all’interno del fortilizio, dei due edifici a pianta rettangolari addossati ai lati del torrione quadrangolare e ai muri di cortina Nord e Sud. Queste strutture dovevano costituire l’ala residenziale del castello. La fase successiva, ben evidente per l’introduzione di nuovi modelli come la torre circolare, e per il cambiamento delle tecniche murarie, è stata individuata nelle strutture presenti nell’angolo Nord-Est. Tale fase edilizia determina un netto potenziamento o riparazione del sistema difensivo, mediante la realizzazione della torre sub-circolare.
Oltre alle strutture del castello le rovine custodiscono anche le strutture pertinenti alla chiesa di san Nicola Magno, con impianto longitudinale e con alta torre campanaria a pianta quadrata. Tra i resti delle strutture che compongono l’antico abitato si nota, sul lato ovest, la struttura di un secondo edificio di culto. L’impianto, sempre con pianta longitudinale, si distingue per la presenza di un piccolo campanile a vela parzialmente crollato.
Monumenti e Musei da visitare
• Mausoleo romano (loc. Cirella);
• Antiquarium di Cirella (Loc. Cirella, via Diaz, Delegazione Municipale Comune Diamante
• Area archeologica della “Villa Marittima” situata sulla scogliera di Cirella;
• Chiesa di Santa Maria dei Fiori (Loc. Cirella);
• Centro storico di Diamante con le caratteristiche viuzze e palazzi storici e murales;
• Chiesa parrocchiale dell’Immacolata Concezione (Centro storico di Diamante);
• Torre del Diamante o del Semaforo (Centro storico Diamante).
Ente Gestore:
Comune di Diamante (CS)
Contatti:
ufficioprotocollo@pec.comune-diamante.it
Tel.: 098581398
Informazioni Utili
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